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Ilva, Michele Emiliano: 'Adesso si ammetta la regione Puglia al tavolo per discutere il piano ambientale'

Il governatore pugliese dopo il via libera dell’Antitrust UE all’acquisizione del siderurgico: 'Serve che questo governo scaduto smetta i tentativi di accelerare i tempi di una trattativa opaca e parziale'

Pubblicato in Politica il 08/05/2018 da Redazione

“Adesso non ci sono più alibi, bisogna parlare di Piano Ambientale e quindi di tutela della salute dei cittadini di Taranto” lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano commentando il via libera dell’Antitrust UE all’acquisizione di Ilva da parte di ArcelorMittal. 

“Per parlare del Piano Ambientale non si può continuare a tenere fuori dal tavolo Ilva la Regione Puglia nel vano tentativo di isolarla. La Regione Puglia - dice Emiliano - non si farà ricattare e non cederà alle pressioni indebite. Non rinunceremo mai al ricorso contro il Dpcm senza avere concordato con i tarantini e con tutte le parti politiche e sindacali ogni dettaglio del contratto. E soprattutto difenderemo con tutte le nostre forze la salute dei tarantini e i posti di lavoro. Proprio in questi giorni abbiamo capito che la patomima della trattativa di Calenda con Arcelor Mittal nascondeva un contratto già firmato sin dall’inizio dal Ministro dello Sviluppo economico che già disponeva il licenziamento di tutti i lavoratori e la riassunzione di solo diecimila di essi con nuovi contratti jobs act e con una forza lavoro a regime di soli 8500 lavoratori e quindi con il dimezzamento degli occupati Ilva. Senza parlare delle clausole che rendono improbabile la totale attuazione del piano ambientale. Serve un diverso approccio, serve che questo governo scaduto smetta i tentativi di accelerare i tempi di una trattativa opaca e parziale”.

“Il prossimo 20 giugno - aggiunge Emiliano - la Regione Puglia lancerà a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, la consultazione pubblica dei cittadini di Taranto e dei pugliesi, nelle forme previste dalla legge, per definire un piano strategico di intervento e sviluppo del territorio, a partire dall'area di Stabilimento fino ad arrivare al cuore della città. L'intento è quello di unire la conoscenza e la ricerca tesa alla produzione di acciai 'intelligenti', di qualità, e non processi produttivi massivi (basati su grandi quantità) come gli attuali, la tutela del lavoro previa riqualificazione del personale attraverso piani formativi specifici atti a fornire le competenze nel campo delle bonifiche ambientali, l'utilizzo di tecnologie ibride qualificate basate sul principo della minimizzazione delle emissioni 'zero emission'.

Il Piano sarà composto da due proposte, la prima basata sulla ipotesi di rimeditazione da parte del nuovo Governo nazionale dei 13 decreti legislativi intercorsi fin oggi, la seconda sul generale ripensamento dell'attività produttiva, come precedentemente detto, comunque sempre nel rispetto delle norme ambientali”.

 



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