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Pd, Matteo Renzi a Bari: 'Torno perché me lo chiedete voi. Emiliano? Guarisca presto, io ho un alibi di ferro'

L'ex premier sulla questione Ilva: 'Chiudere la fabbrica significa gettare nel panico migliaia di famiglie

Pubblicato in Politica il 08/04/2017 da Giuseppe Bellino

Agroalimentare, scuola e Ilva di Taranto. Sono alcuni dei temi affrontati questa mattina da Matteo Renzi al terminal crociere di Bari. L’ex premier e candidato alla segreteria del Pd è arrivato nel capoluogo pugliese accompagnato dal ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina.

Prima di cominciare il suo intervento, Renzi ha augurato una buona guarigione al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “Faccio tanti auguri a Michele, l’ho chiamato dicendogli che avevo un alibi di ferro perché ero molto lontano dalla Calabria – ironizza il politico toscano -. Voglio specificare però che le primarie sono una festa della democrazia, non una lotta tra due candidati. Ognuno porta avanti le sue idee, che vinca il migliore”.

“Sono qui oggi – ha proseguito Renzi – perché me lo chiedete voi, perché mi votate, non perché lo decido io”.

Il candidato alla segreteria del Pd ha ascoltato le domande di ragazzi, imprenditori dell’agroalimentare e anche di un operaio dell’Ilva che ha chiesto “di non lasciare sola la città di Taranto”.

Renzi si è soffermato sulla questione dei voucher spiegando che “non rappresentano il problema principale del Paese. Il presidente del Consiglio si è impegnato a fare un provvedimento per dare soluzione a chi non ha un contratto a tempo indeterminato per poter non far cadere questo mondo nel nero e nel sommerso”. “Dobbiamo credere in quello che sta facendo il presidente Gentiloni – ha continuato Renzi -, la manovra non alzerà le tasse come voleva qualche tecnocrate ‘bruxellese’, il governo va avanti e noi stiamo lavorando perché dopo il 4 dicembre il rischio era quello di ritrovarci in una palude”.

Un altro tema trattato durante l’incontro è stato quello dell’agroalimentare: “Il lavoro fatto è molto buono – ha spiegato l’ex premier -. L’agroalimentare non è il passato dell’Italia ma invece è il futuro. Nel mondo ci sono stati che puntano a chiudere le frontiere. Noi invece siamo un paese che esporta, i nostri prodotti valgono 90 miliardi di euro nel mondo. Le qualità italiane avrebbero uno spazio strepitoso se ci fossimo organizzati tempo fa. Abbiamo sempre considerato l’agroalimentare una questione secondaria. La Puglia è un brand mondiale perché tiene insieme la bellezza dei luoghi con la qualità delle relazioni umane che è un punto che non va mai dimenticato. Bisogna investire di più in comunicazione”.

Renzi ha affrontato anche il tema della scuola: “Sicuramente durante i miei tre anni al governo abbiamo commesso qualche errore. Tuttavia ho i brividi quando penso che ieri la delega 06 è diventata realtà. È una di quelle cose che vale una legislatura perché permette ad un bambino figlio di un operaio di essere sullo stesso piano del figlio di un padrone. Lo Stato dà a tutti i bambini pari opportunità. Finalmente qualcosa si muove dopo che per decenni tutti hanno tagliato fondi alla scuola pubblica”.

Chiusura con la questione Ilva: “Non conoscevo Taranto, sono grato a Teresa Bellanova per il lavoro svolto in questi anni. C’è chi crede che il futuro del Mezzogirono sia diventare soltanto un parco di divertimenti per le vacanze. Non è una visione sbagliata, ma sicuramente c’è qualcosa che non funziona: dobbiamo guardare all’esempio di Rimini, che crea infrastrutture e ha una visione strategica, e creare nuovi collegamenti come la Bari-Matera e la Napoli-Bari. Tuttavia serve anche l’industria. Il governo ha messo tutto ciò che serviva perché finalmente si potesse restituire qualità della vita in quel territorio. Sostenere che ci sia uno spazio di crescita per il Mezzogiorno chiudendo Ilva è un grande regalo per le acciaierie di tutta Europa. Chiudere la fabbrica significa gettare nel panico migliaia di famiglie che hanno il diritto costituzionale al lavoro. Io sono venuto a Taranto tre volte in tre anni, non ricordo un altro presidente che abbia fatto tutto ciò”.

 



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