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Puglia, continua il tour per presentare la nuova legge sulla Bellezza: appuntamento domani a Foggia

Il processo partecipativo di associazioni, stakeholder e interlocutori dei singoli territori sarà fondamentale per la stesura definitiva del testo della Legge Regionale sulla Bellezza, dandole il connotato finale

Pubblicato in Politica il 07/02/2019 da Redazione

Un grande storico dell’arte, l’austriaco Ernst Gombrich, diceva che “i Greci erano belli perché avevano piazze belle e città belle”. Molti anni dopo, un giornalista siciliano scriveva che “se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. Quel giornalista era Peppino Impastato. 

L’obiettivo di una maggiore consapevolezza della bellezza che ci gira intorno è tra gli intenti del disegno di legge in materia di urbanistica che la Regione Puglia ha presentato lo scorso luglio. Sei Titoli, ventitrè Articoli e un Manifesto che riconosce le differenze fra i diversi luoghi che formano la Regione e invece di appianarle le incoraggia. Testi innovativi, che spiegano i principi, le ragioni e gli obiettivi che hanno guidato la mano degli estensori della normativa in discussione. Insomma, “più che una legge, un progetto giuridico”, scrive a proposito il filosofo e giornalista Andrea Colasuonno. Il “progetto” è stato fortemente voluto dall’assessorato regionale alla Pianificazione Territoriale-Urbanistica, Assetto del Territorio, Paesaggio, Politiche abitative, diretto dal prof. Alfonso Pisicchio. Vi ha lavorato un comitato tecnico-scientifico di accademici, giuristi, storici dell’arte, antropologi, economisti, architetti.

Il disegno di legge sta crescendo con l’apporto fondamentale dei cittadini. Come ha affermato a Bari nella prima tappa il prof. Guido Rodio, ordinario di Diritto costituzionale alla Facoltà di Giurisprudenza di Bari, esso riprende i principi della sussidiarietà orizzontale e la co-pianificazione e concertazione urbanistica, principi declinati dalla modifica al Titolo V della Costituzione in materia concorrente Stato-Regione in tema di governo del territorio. Una disciplina alimentata da un processo partecipativo che vede come protagonisti associazioni, stakeholder e interlocutori dei singoli territori. Insomma, una legge partecipata orizzontalmente: e non può non essere questa la genesi di un testo che, nell’idea dei promotori, sarà capace di proteggere e promuovere la bellezza della Puglia, preservando, tutelando e valorizzando le peculiarità delle diverse aree che formano il “Mosaico Puglia”, un insieme quanto mai affascinante ed eterogeneo di tessere, che sono poi le identità culturali delle tante “Terre” che compongono la nostra regione.

Il 18 gennaio scorso nella sala del Consiglio metropolitano, presso il Palazzo della ex Provincia a Bari, è iniziato il cosiddetto “Tour della Bellezza”, proseguito con la tappa di Ruvo di Puglia di pochi giorni fa, nei locali dell’ex convento dei domenicani, dove ha sede la Pinacoteca comunale di arte contemporanea “Domenico Cantatore”. Per il terzo appuntamento, ecco Foggia e il suo Palazzo della Provincia, nuova fucina di idee che alimenteranno il percorso di formazione della legge sulla Bellezza del territorio e del paesaggio.

L’Amministrazione della Provincia del capoluogo dauno ha sede presso uno dei più prestigiosi edifici di Foggia, Palazzo Dogana. Realizzato nel XV secolo, sorge in piazza XX Settembre. Ha ospitato, fino ai primi anni dell’Ottocento, la “Regia dogana della Mena delle pecore”. Da oltre quindici anni ospita la Galleria di arte moderna e contemporanea. Il palazzo è “monumento messaggero della Cultura di pace”, secondo la classificazione dell’Unesco.

Dopo Foggia, toccherà a San Giovanni Rotondo il 22 febbraio e poi il “Giro di Puglia” delle Giornate della Bellezza sarà nelle altre province per ritornare infine a Bari. 

Anche nel capoluogo dauno, dunque, tutti debbono sentirsi protagonisti di un racconto capace di narrare storie coniugandole con i futuri prossimi della nostra terra. Dalle tre del pomeriggio si dipanerà un programma ricco e interessante (vedi locandina): nella prima parte è previsto un convegno che illustrerà la nuova disciplina, con interventi di alcuni componenti il tavolo scientifico (prof. Laura Marchetti, ing. Vito Labarile, prof. Antonella Calderazzi, prof. Annamaria Angiuli, dott. Giuseppe Maestri), seguiti da tre tavoli tematici di discussione (I tavolo “I canoni della bellezza e il mosaico identitario pugliese”: prof. Laura Marchetti, ing. Vito Labarile, dott. Valentina Battista, arch. Giorgia Floro; II tavolo “La rigenerazione urbana, la narrazione dei luoghi e il marketing territoriale” e III tavolo “L’articolato giuridico e gli aspetti costituzionali”: arch. Stefano Serpenti, avv. Saverio Profeta, prof. Annamaria Angiuli e prof. Antonella Calderazzi). Tavole rotonde che nelle scorse tappe hanno registrato una partecipazione numerosa e appassionata. Più tardi, il talk-show, condotto da un ambasciatore di cultura, portatore sano di sorrisi, lo show-man Antonio Stornaiolo, che intratterrà il pubblico, interloquendo con lo stesso assessore Pisicchio e la prof.ssa Laura Marchetti, ex sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, tra i redattori del Manifesto. Il talk show sarà intervallato da “Note di Bellezza” della Kalos Ensemble, concerto a cura del Teatro Pubblico Pugliese.

Il disegno di legge – sostiene Colasuonno – proteggerà la bellezza della Puglia in tre modi: perseguendo un’alta “qualità costruttiva” nei futuri interventi che si andranno a fare nei luoghi urbani e periurbani (riordino degli strumenti di pianificazione, assicurandosi che il livello strategico sia regionale e quello attuativo comunale); abbattendo o recuperando i cosiddetti “detrattori di   bellezza” che oggi deturpano i territori (tutti quei luoghi o non-luoghi, che abbruttiscono gli spazi, certe periferie, certe costruzioni nei centri storici, i vuoti urbani, gli ecomostri, costruzioni abusive); preservando e valorizzando le peculiarità delle diverse province che formano il “Mosaico identitario della Puglia”, tutto con una prerogativa forte: il non consumo di suolo.

Un testo affascinante, che apre nuovi orizzonti, sancendo un principio di straordinaria importanza: “La Regione Puglia tutela, valorizza e promuove la bellezza del territorio, del paesaggio e dell’ambiente in tutte le sue espressioni, allo scopo di consentirne la fruizione generale e libera, in funzione del pieno sviluppo della persona anche nelle formazioni sociali nelle quali si svolge la personalità, e per la tutela dei valori e dell’identità culturale delle comunità pugliesi”. 



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