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Puglia, il consiglio regionale approva la legge sulla Partecipazione. Emiliano: 'Adesso i cittadini contribuiranno alle decisioni'

A breve sarà predisposta una Piattaforma informatica attraverso cui offrire documenti, analisi e informazioni sui processi partecipativi in atto

Pubblicato in Politica il 03/07/2017 da Redazione

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza, con il voto contrario delle opposizioni, la legge sulla partecipazione a firma del presidente Michele Emiliano. 
Obiettivo del provvedimento è consentire la partecipazione popolare alle scelte ed alle decisioni importanti e strategiche per un territorio che viene elevata a strumento di governance basato sull'informazione, la trasparenza, la consultazione, l'ascolto, il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. I principi ispiratori della legge riguardano la qualità della democrazia, cioè la necessità sempre più pressante di riconnettere la politica e le istituzioni alla società, di riattivare i cosiddetti corpi intermedi, di creare una diffusa responsabilità sociale, in grado di rendere più efficaci le politiche pubbliche, partendo dal presupposto che esse possano fondarsi sulla valorizzazione delle conoscenze e delle esperienze diffuse. La partecipazione accresce l'effettiva tempestività ed efficacia delle scelte pubbliche a fronte dei conflitti che in molti casi rallentano o bloccano i processi decisionali. 
Titolari del diritto di partecipazione sono i cittadini, le associazioni, le imprese, le organizzazioni e le formazioni sociali interessate all'oggetto del processo partecipativo o i soggetti che il responsabile del dibattito ritenga utile far intervenire nel processo partecipativo, come le persone che lavorano, studiano o soggiornano nel territorio sul quale ricadono gli effetti delle politiche pubbliche. 
La legge stabilisce che la Giunta regionale adotti il programma annuale della partecipazione che individua le procedure e i procedimenti da sottoporre a processi partecipativi e gli strumenti con i quali assicurare la partecipazione, il termine di conclusione del processo partecipativo ed il Responsabile unico del processo partecipativo. Per rafforzare il dialogo con i cittadini e gli stakeholder, viene predisposta una Piattaforma informatica attraverso cui offrire documenti, analisi e informazioni sui processi partecipativi in atto, e anche consentire lo scambio di informazioni, proposte, consultazioni pubbliche. 
La Giunta regionale istituisce presso la Presidenza della Regione, una apposita unità organizzativa con funzioni in materia di partecipazione, denominato Ufficio della partecipazione. 
La legge viene finanziata con 50mila euro per il 2017, mentre per gli anni successivi la quota sale a 100mila euro. 

“Questa legge apre una frontiera per un nuovo patto con i cittadini – spiega il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano -  che dovranno ricominciare a fidarsi delle istituzioni, perché da oggi potranno controllare ogni nostro gesto e valutare e distinguere i politici buoni da quelli che buoni non sono. Dare forza alle persone perbene in politica è uno degli obiettivi di questa legge e io mi auguro che lo si possa cogliere pienamente. Grazie a tutti quelli che si sono adoperati per portare a termine un lavoro così importante e così ben fatto. La Legge sulla Partecipazione è una pietra miliare del nostro programma di governo della Puglia e grazie ad essa i cittadini contribuiranno alle decisioni che coinvolgono i territorio e le comunità locali”.

“La partecipazione – prosegue il governatore - è un metodo che noi abbiamo praticato nel costruire il programma sin dall’inizio di questa storia. Cominciammo a Bari nel 2004, e l’anno successivo a quei forum, noi facemmo le primarie per individuare il candidato presidente e da allora non abbiamo mai abbandonato questo sistema, in nessuna importante elezione. È quindi un elemento che caratterizza la nostra storia, che veniva poi addirittura versato dentro un esperimento unico che non era mai stato praticato in nessun luogo d’Italia, le Sagre del programma, che ci hanno consentito di scrivere il programma dal basso. Questa storia oggi si trasforma in una legge tra le migliori in materia. È una legge che mette tutti nelle condizioni di essere parte attiva di un processo strutturato, finanziato, regolato, che addirittura prevede la obbligatorietà del dibattito pubblico sulle grandi infrastrutture e opere da realizzare”.



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