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Xylella, passa l'emendamento sullo studio del germoplasma. M5S: 'Studiare le caratteristiche delle piante resistenti al batterio'

La Regione avvierà un monitoraggio e un censimento georeferenziato delle piante coltivate e/o semenzali che nell’ambito della zona infetta non presentano alcun sintomo della malattia

Pubblicato in Politica il 01/08/2018 da Redazione

“Nei prossimi mesi potremo avere ulteriori elementi per sviluppare nuove strategie di controllo e gestione dei disseccamenti dei nostri ulivi. Tutto ciò grazie ad un mio importante emendamento approvato nell’ultima manovra finanziaria, un emendamento che tentavo di far approvare da oltre un anno e mezzo”. Così il capogruppo del M5S Cristian Casili sull’emendamento che assegna una dotazione di 200 mila euro per la promozione di attività di studio e monitoraggio del germoplasma locale nella zona colpita dalla xylella, per l’individuazione di piante di ulivo tolleranti al disseccamento.

Grazie a questo emendamento, attraverso il coinvolgimento delle università e degli enti di ricerca, in particolare dell’Università del Salento territorialmente interessata, e degli operatori agricoli locali, la Regione  avvierà un monitoraggio e un censimento georeferenziato delle piante coltivate e/o semenzali che nell’ambito della zona infetta non presentano alcun sintomo della malattia e promuoverà attività di studio e ricerca sul germoplasma locale.

“Il germoplasma locale - spiega Casili - rappresenta una risorsa genetica fondamentale per la salvaguardia delle caratteristiche peculiari delle produzioni locali, costituita da una serie successiva di incroci avvenuti in natura, che hanno arricchito la biodiversità olivicola locale a partire da varietà da sempre esistenti sul nostro territorio, tanto da fornire soluzioni concrete per la gestione della malattia. Si tratta di soluzioni alternative all’introduzione di cultivar alloctone che, essendo estranee ai nostri ambienti, richiederebbero tecniche colturali e condizioni pedoclimatiche non coincidenti con quelle del territorio salentino. Sono frequenti le segnalazioni provenienti dai produttori olivicoli leccesi - continua - di piante di ulivo afferenti a varietà sia spontanee che coltivate che non presentano alcun sintomo della malattia, per queste ragioni ritengo opportuna un’attività di censimento per ottenere informazioni volte ad individuare le caratteristiche di queste piante. In questo modo il Salento diventerebbe un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, poiché lo stesso costituisce un semenzale diffuso nonché un importante bacino di informazioni relative alla variabilità genetica e, al contempo, si favorirebbe la promozione di studi sul germoplasma locale di piante che ad oggi non manifestano alcun sintomo pur trovandosi nei focolai dove la recrudescenza della malattia è molto forte, coinvolgendo tutte le università e gli enti di ricerca, a partire dall’Università del Salento territorialmente interessata. È ora - conclude - che si monitori questa parte del nostro territorio da tempo abbandonata a se stessa perché considerata infetta ma che, invece, conserva importantissime informazioni utili per tutta la nostra regione”.



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