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Dipendenza dal gioco d’azzardo online: un campanello d’allarme anche per i più piccoli

Si stanno convertendo nei principali protagonisti dell’era digitale: fin dalla tenera età, i bambini entrano in contatto con internet ed i servizi offerti dalla tecnologia. Il primo approccio è quello meramente ludico. Ma dietro il concetto di puro divertimento, veicolato e allo stesso tempo distorto dai più moderni dispositivi cui hanno ormai facile accesso, si nasconde un pericolo

Pubblicato in Lifestyle il 06/12/2017 da Teresa Salerno

Utilizzando i giochini di Internet, si innesca il meccanismo gioco-vincita, gioco-perdita ed il rischio è quello di cadere nella trappola del gioco d’azzardo online fin da giovanissimi. In alcuni soggetti, più vulnerabili rispetto ad altri, il passaggio dalla dipendenza dai videogiochi al gioco d’azzardo, è più breve di quanto si possa immaginare. Dai giochini, che comportano il pagamento di cifre irrisorie, si passa al poker. Dal poker alle slot. E, senza neanche rendersene conto, si entra nel tunnel”, spiega la psicologa clinica e sessuologa Giuliana Guadagnini in un’intervista rilasciata a TgCom24.

 

Secondo l’esperta il primo contatto “bambini-gioco a pagamento” inizia già intorno ai 3-4 anni, quando questi cominciano ad utilizzare i tablet o gli smartphone dei propri genitori. “Spesso si imbattono in giochi, di base gratuiti, che richiedono denaro per gli step successivi e che creano dipendenza perché abituano a ritmi precisi. Avviene così il primo contatto con il gioco a pagamento. I piccoli cominciano a estraniarsi per ore dalla realtà e a utilizzare le carte di credito dei genitori o dei nonni o il loro credito telefonico tramite sms”, spiega.

I soggetti più timidi ed isolati sono quelli più a rischio, in quanto per loro rappresenta un modo per cercare gratificazione e compagnia. Motivazioni psicologiche che non rappresentano una novità e che possono essere estese a soggetti di differenti classi d’età. Secondo studi recenti legati alla tecnologia delle slot machine online, le stesse motivazioni sono state riscontrate nel crescente numero di donne che si avvicinano al mondo del gioco d’azzardo.  La differenza risiede nel fatto che i giovanissimi sono più avvezzi alla tecnologia e le probabilità di incorrere nella trappola della dipendenza sono più alte.

 

Nei casi analizzati dalla psicologa i bambini si sentivano soli, non avevano un grande dialogo con genitori e temevano di essere sgridati.

Di solito iniziano con un giochino innocente. Poi cominciano a spendere tantissimo per continuare le partite e raggiungere i livelli successivi. Si estraniano per ore dalla realtà e utilizzano le carte di credito dei genitori o dei nonni o il loro credito telefonico tramite sms. Data la giovane età, non riescono a rendersi conto di quanto spendono.  Passano dai giochini al poker, ormai abituati a un certo meccanismo: per ottenere di più devi spendere e per spendere basta un clic. Molti di loro possono arrivare addirittura, a convincersi di poter guadagnare in questo modo”.

 

Giocare senza limiti e senza tempi rappresenta un fattore predittivo di rischio

 

La facilità di accesso a Internet incrementa il numero di minori coinvolti. Fidelizzati al gioco sin da piccoli, i giovani, rischiano di perdere la cognizione del possibile pericolo in quanto tutto diventa normale. Il gioco si converte in una vera e propria ossessione e diventare dipendenti è semplice. “Non si accorgono nemmeno se è giorno o notte e si passa da un gioco all’altro senza rendersene conto. Da qui, spesso, arrivano a spendere soldi, a perdere ingenti somme di denaro e a diventare giocatori d’azzardo patologici”, aggiunge l’esperta.

E Internet non fa altro che facilitare le cose rappresentando una risorsa in più per il mercato del gioco d’azzardo grazie alla possibilità di coinvolgere un numero sempre più elevato di persone e ai metodi di pagamento che limitano la percezione della perdita di denaro (ad esempio l’impiego di carte di credito rispetto ai tradizionali contanti o fiches).

Alcuni dati sul rapporto giovani e gioco d’azzardo

L’Italia è il più grande mercato del gioco d’azzardo di tutta Europa ed i dati riferiti al rapporto giovani-gioco d’azzardo sono piuttosto allarmanti. La relazione al Parlamento 2016 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, riporta che il 42% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni, ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’anno precedente. Inoltre, sono più di 200mila i ragazzi under 19 che puntano soldi quattro o più volte la settimana. I contesti di gioco maggiormente frequentati dai giocatori sono bar/tabaccherie (35%) e sale scommesse (28%), ma anche casa propria o di amici (37%) e Internet (19%).



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