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Cgil, congresso regionale: "Per il lavoro serve una terapia d'urto"

E Vendola si sofferma sul ruolo dei sindacati

Pubblicato in Lavoro Sviluppo e Lavoro il 26/03/2014 da Ferretti
"Dico a Renzi che ho ancora diffidenza teorica e culturale per la concertazione, in particolare per quella neocorporativa, tuttavia in questa crisi il rapporto con il sindacato e' l'alternativa al rapporto con la giungla". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola, parlando a Bari all11esimo congresso regionale della Cgil Puglia. "Se non c'e' il sindacato - ha aggiunto - c'e' la demagogia, il 'liberi tutti', cioe' la dimensione di uno spontaneismo senza regole. Attenzione a colpire i sindacati".
"Quando la disoccupazione raggiunge al Sud e anche in Puglia livelli che si aggirano intorno al 20 per cento c’è poco da indugiare", ha invece detto il leader pugliese della Cgil Gianni Forte in apertura del congresso regionale che si è tenuto nell'Hotel Parco dei Principi . “Serve una terapia d’urto che vada ben oltre quello che è già stato fatto – ha aggiunto il segretario regionale – siamo all’emergenza e, indipendentemente dalle politiche che a livello nazionale è necessario siano messe in campo, in Puglia è necessario fare qualcosa che assecondi la logica dell’emergenza, appunto: dallo sblocco dei cantieri fermi o non ancora attivati, come meritoriamente è stato fatto nelle settimane scorse per la Regionale 8, all’individuazione di interventi già finanziati e che possono produrre occupazione immediata. Ma non basta. Occorre procedere con l’apertura di cantieri di lavoro destinati ai disoccupati: dalla messa in sicurezza del territorio alla manutenzione delle scuole, dall’arredo urbano all’incremento della raccolta differenziata, alla conservazione dei beni culturali e ambientali”.
"Bisogna aprire - ha continuato Forte - una fase nuova, con ammortizzatori che come propone la Cgil rispondano alla logica della inclusività e universalità e che diventino un riferimento certo per chi è alle prese col dramma della perdita del posto di lavoro. Vanno riviste le politiche formative. L’offerta scolastica e universitaria non è in alcun modo coordinata con le dinamiche del mercato del lavoro e con i fabbisogni delle imprese”. “Il governo italiano – conclude Forte – si appresta a svolgere un ruolo importante a partire dal prossimo semestre e noi vogliamo che lo faccia con idee chiare e ricette credibili: redistribuzione dei redditi, riduzione delle disuguaglianze e un grande piano di investimenti. Sono queste le condizioni per creare lavoro, in Italia, così come in Puglia".


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