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Il caporalato va in piazza a San Marzano: la FLAI e la CGIL presentano la piattaforma rivendicativa

L'assessore regionale al Lavoro e al Welfare, Sebastiano Leo, parteciperà all'incontro

Pubblicato in Lavoro Sviluppo e Lavoro il 14/09/2015 da Redazione
"Il caso della bracciante Paola Clemente, una delle ultime vittime del lavoro agricolo in Puglia, è il testimone di una battaglia di legalità e rispetto dei diritti umani che come CGIL non abbiamo intrapreso da oggi. La bracciante morta il 13 luglio ad Andria, dopo aver lasciato la sua casa di San Giorgio Jonico, è l’ultimo nome che intendiamo trascrivere nel lungo elenco di uomini e donne che da questa terra hanno contribuito a lottare affinché fenomeni come il caporalato, l’intermediazione illegale di manodopera, lo sfruttamento, fossero cancellati dai crimini connessi al lavoro nei campi".
Così Giuseppe Massafra, segretario generale della CGIL di Taranto, annunciando l’iniziativa che il prossimo 15 settembre si terrà a San Marzano di San Giuseppe: una delle piazze più importanti del mercato agricolo e del reclutamento di manodopera della provincia di Taranto.
In Piazza della Madonna delle Grazie, insieme al segretario generale della FLAI-CGIL di Taranto, Assunta Urselli, al componente della segreteria nazionale dello stesso sindacato di categoria, Giovanni Mininni e dell’avvocato Vito Miccolis, legale della famiglia di Paola Clemente, la CGIL e il sindacato dei lavoratori agricoli rimarcheranno pubblicamente la necessità di rafforzare gli strumenti di contrasto al lavoro nero e al caporalato, per affermare definitivamente una cultura nuova anche sul fronte del lavoro nei campi.
"Servono nuovi strumenti – dice Massafra – e forse anche misure contingenti e restrittive che spezzino il muro di omertà e connivenza attorno a questi fenomeni".
Per questa ragione all’incontro di San Marzano ha assicurato la sua presenza anche l’Assessore al lavoro, welfare e formazione della Regione Puglia, Sebastiano Leo.
Al rappresentante del governo regionale e non solo la CGIL presenterà una piattaforma rivendicativa che a partire dalla piazza di San Marzano chiederà nuova governance sulle dinamiche del mercato del lavoro in agricoltura che sia in grado di colpire i patrimoni di chi si macchia di questi reati, ma anche di coloro che ne ricevono i benefici.
Si tratta di una campagna di eticità del lavoro che anche la Regione Puglia deve assumere come fondamentale proprio mentre l’agroalimentare pugliese – commenta Massafra - prova a conquistare mercati esteri, in sfregio all’anello più debole della catena. Non si tratta più di una battaglia per la rivendicazione di un diritto contrattuale, ma di una vera e propria rivoluzione culturale che per i nostri braccianti equivale al diritto di essere riconosciuti lavoratori uguali agli altri.
Tra i provvedimenti richiesti nella piattaforma rivendicativa della CGIL anche la revoca delle agevolazioni contributive e dei finanziamenti della Politica Agricola Comune per le aziende che si macchiano di questo reato, l’indennizzo per le vittime del caporalato e nuove e più incisive forme di controllo incrociato.