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David di Donatello: il trionfo di 'Indivisivili' nel racconto del suo produttore, il pugliese Attilio De Razza

'Aver ascoltato la storia di questo film è stato un pugno nello stomaco talmente forte ed emozionante che ho accettato subito di produrlo'

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 31/03/2017 da Alessandra Rizzi

Indivisibili è un film di Edoardo De Angelis che racconta la storia di due gemelle siamesi napoletane che lavorano come cantanti neomelodiche in giro per feste paesane, battesimi e matrimoni, spinte dalla famiglia che vuole solo lucrare sulla loro condizione, sfruttandole e trattandole come fenomeni da baraccone. Un giorno le sorelle scoprono che c'è la possibilità di essere separate, così che ognuna possa avere la propria vita. Alla fine la separazione ci sarà, e sarà dolorosa. Il film, uscito nelle sale a settembre 2016, ha vinto ben 6 David di Donatello: Migliore sceneggiatura originale a Nicola Guaglianone, Barbara Petronio e Edoardo De Angelis, Migliore produttore a Attilio De Razza e Pierpaolo Verga, Migliore attrice non protagonista a Antonia Truppo, Migliore musicista a Enzo Avitabile, Migliore canzone originale a Abbi pietà di noi, Migliore costumista a Massimo Cantini Parrini.

D: Attilio De Razza, produttore del film, è un pugliese con un trascorso importante che può raccontare la storia della comicità pugliese- a partire dal tour teatrale di Teledurazzo con Toti e Tata. Quali sono stati gli inizi?

R: Io sono pugliese. Non so perché ma spesso chi si occupa di cinema non lo ricorda. Ma io sono leccese e lo rivendico con orgoglio. Per quanto riguarda gli inizi, tutto è cominciato con Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, dei quali ho un bellissimo ricordo. Con loro, Mauro Pulpito e Gennaro Nunziante eravamo una squadra, una famiglia che realizzava insieme tante idee, belle e divertenti. Poi ho iniziato a collaborare con Ficarra e Picone, rimanendo quindi nel solco della comicità ma ormai produciamo anche altro.

D: Da film comici a un vero film d’autore. Come è avvenuto il passaggio?

R: Per caso. Un giorno ero in una videoteca e sono stato colpito dalla copertina del film "Mozzarella Stories" di Edoardo De Angelis. Non l’avevo visto ma mi sono incuriosito e l’ho preso. Dopo qualche giorno l’ho visto a casa e mi ha profondamente colpito. E soprattutto mi sono innamorato del modo di fare film di Edoardo. Poi è accaduto che Ficarra e Picone, con i quali già collaboravo, erano alla ricerca di un nuovo sceneggiatore poiché tutti i loro soliti collaboratori erano impegnati. Allora io ho fatto vedere loro il film di De Angelis e se ne sono innamorati anche loro.  Da lì è nato "Andiamo a quel paese".  Successivamente Edoardo mi ha parlato di "Perez" per il quale cercava una produzione. Così è nata la nostra collaborazione e da allora ho capito che Edoardo è davvero un visionario, è un regista di una bravura straordinaria che darà grandissime soddisfazioni al nostro cinema. I suoi film sono poesia moderna. Dopo "Perez" abbiamo cominciato a pensare ad altri film insieme anche a Nicola Guaglianone- che per intenderci era colui che aveva scritto nel frattempo anche "Lo chiamavano Jeeg Robot", diventando lo sceneggiatore più ricercato dai registi italiani- finché un giorno, in un ristorante, mi parla dell’idea del film "Indivisibili". Il racconto della storia è stato un pugno nello stomaco talmente forte ed emozionante che ho accettato subito. Nel giro di tre anni siamo diventati una famiglia, una squadra, esattamente come con Antonio ed Emilio tanti anni fa.

D: Nonostante il successo della critica, il film nelle sale non è andato benissimo. Come lo spiega?

R: Accade. Credo di poter affermare che Indivisibili sia il film più bello e coraggioso degli ultimi anni. Ma è un film difficile, un film per veri amanti del cinema. Non è un film da cassetta ma è un film che però rimane e che nei circuiti internazionali ha maggiore spazio rispetto a quelli che- magari- al botteghino sbancano. Non a caso, a Venezia ha creato scalpore, al Festival di Toronto è stato indicato come uno dei sette film più belli (e ne concorrono 300) e anche al London Film Festival è stato ben accolto. Mi dispiace che solo per un punto non sia stato candidato all’Oscar, con forse più chance di vincita come miglior film straniero. Come dire, tutti ne parlano bene ma arriva sempre secondo.

D: La scelta del neomelodico, rivisitato quasi in chiave nera, tra il misterico e il drammatico, si è rivelata vincente. Ben due i David vinti, per la Migliore canzone originale e le Migliori Musiche. Come è nata l’idea?

RTutto è nato dall’incontro tra Enzo Avitabile e Edoardo De Angelis. Enzo ha proposto di sviluppare una traccia musicale proponendoci su un sound di tamburi, che è rimasto. Evidentemente una scelta vincente, nella quale il regista ha creduto, e che è stata giustamente premiata. 

D: Progetti per il futuro?

R: A breve uscirà un film con Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, girato in Puglia, un road-movie che parte da Milano e termina in Salento. E poi c’è un nuovo progetto con Edoardo e se "Indivisibili" è un pugno nello stomaco, questo prossimo film è una scarica di pugni nello stomaco. Ma ho talmente tanta fiducia in Edoardo che non gli dirò mai di no.

 



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