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Musica, la cantautrice Maria Antonietta in concerto all'Eremo club di Molfetta

In Puglia arriva il pop anni Ottanta e le suggestioni new wave della giovane artista pesarese

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 29/05/2018 da Redazione
Foto di Luca Zizioli

Pop anni Ottanta, suggestioni new wave, echi britpop e alt-pop in un album sfrontato ed orgoglioso, “una specie di sorriso per riaffermare un senso di indipendenza, di fiducia e, perché no, di felicità, una felicità conquistata e difesa con le unghie e con i denti contro la corrente di un mondo che, soprattutto quando sei una donna con un microfono, incoraggia l'insicurezza, la vergogna e la bidimensionalità”. Tutto questo è “Deluderti”, nuovo lavoro della cantautrice Maria Antonietta, protagonista del live del 2 giugno all’Eremo Club di Molfetta. Dopo gli appuntamenti nei club e la performance sul palco del Concerto del Primo Maggio a Roma, la talentuosa artista è partita con un nuovo tour in cui è accompagnata sul palco da una formazione composta da Matteo “Tegu” Sideri alla batteria, Daniele Rossi alle tastiere e violoncello, Marco Imparato al basso e Andrea Vescovi alla chitarra elettrica. In apertura, spazio all’indie rock di MÈSA, cantautrice romana che il  2 marzo ha pubblicato “Touché”, participio passato del verbo toucher e titolo del suo primo disco (Bomba Dischi). La serata proseguirà con le selezioni dei dj dell’Eremo Club.

Letizia Cesarini, vero nome di Maria Antonietta, appassionata del regno animale e vegetale, di studi di genere, di arte medievale, di poesia e teologia. Cerca ci conciliare le sue passioni, costruendo di volta in volta cattedrali di suoni e di sensi. “Deluderti” è stato scritto non a caso nella campagna di Senigallia, nella sua casa circondata dai meli, dagli olivi, dai cipressi, dalle siepi di salvia, dal gelsomino e dalle api. Uno spazio sicuro, quasi immune dal concetto di aspettativa e delusione, una specie di spazio astratto dalle contingenze.

“Sono stati anni densi di letture e scatoloni di libri che arrivavano a giorni alterni: i libri per la mia tesi di laurea, i saggi di storia medievale, i libri di poesia soprattutto. Cristina Campo, Fernanda Romagnoli, Emily Dickinson, Sylvia Plath, come sorelle maggiori e quasi unica compagnia nella scrittura, un percorso tortuoso e luminoso a tratti”, racconta l’artista pesarese. Produzione e arrangiamenti curati da Maria Antonietta insieme a Giovanni Imparato (Colombre) e in seguito collaborando anche con Tommaso Colliva e Fabio Grande, cercando di puntare alla luminosità e alla freschezza delle foglie, dei fiori, della Natura che la circondava, cercando di accompagnare le parole e di sostenerle senza prevaricarle. Organi, omnichord, piano, strings tutti elementi d'aria, luminosi che riuscissero anche paradossalmente ad affilare ancora di più ciò che di oscuro e aspro c'è nelle parole. Perché nel disco “c'è rabbia, amarezza, una certa dose di sfida e certo anche un sorriso a chiosa di tutto, ma di certo un sorriso che si conquista tutti i giorni a caro prezzo”.  



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