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Bari, Piazza Umberto rivive con il FAI e il recupero de 'La goccia del latte'

Il caffè del parco trasformato negli anni venti come luogo di accoglienza delle gestanti

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 28/04/2015 da Ilaria Milella
Continuano le domeniche del FAI (Fondo Ambiente Italiano) dedicate alla visita di siti storici della città di Bari, numerosi interessati si sono di storia raccolti presso piazza Umberto per partecipare alla visita organizzata dalla responsabile  delegazione di Bari Rossella Ressa. Durante il tour hanno guidato gli accorsi in piazza Umberto la professoressa di storia dell’arte Mimma Pasculli e Francesco Macchia, professore di botanica dell’Università Aldo Moro di Bari.
La zona di Piazza Umberto è stata progettata in diverse fasi, la più antica venne costruita nel 1866 dall’architetto napoletano Giovanni Castelli, ideata come area verde che circondasse il Palazzo dell’Ateneo di Bari.
La piazza venne dedicata dall’amministrazione comunale al re Umberto I, ucciso dall’anarchico Gaetano Bresci nel 1901 per vendicare i morti dei moti di Milano, e successivamente venne inaugurata da Re Vittorio Emanuele III nel 1905, anno in cui venne collocata la statua equestre del regnante assassinato durante una cerimonia.
L’area rappresentò un punto di riferimento nella Bari Murattiana, «Il giardino di Piazza Umberto era stato pensato per gli studenti e i docenti universitari – ha dichiarato la professoressa Mimma Pasculli - ma era uno spazio aperto a tutti. L’Italia post unitaria dava grande importanza al ruolo dei i parchi e del verde pubblico» . Il giardino umbertino mantenne la sua funzione nevralgica fino agli anni trenta in cui venne inaugurata una nuova area verde nei pressi del Palazzo della Posta.
Elementi notevoli collocati nell’area di Piazza Umberto l’edificio in stile liberty noto come “la Goccia del latte” ideato con la funzione originaria di caffè del parco e trasformato negli anni venti in un centro che si occupava di assistere le gestanti prive di mezzi di sostentamento, la fontana ovale recentemente restaurata da cui sgorgò il primo zampillo condotto dall’Acquedotto Pugliese, e l’estesa area verde ricca di specie arboree esotiche tra cui ricordiamo esemplari di cedro del libano, yucca filifera e thraxhhycarpus fortunei, pianta introdotta per la prima volta in Italia dal Giappone nel 1852. Ad oggi la biodiversità del giardino è diminuita di circa ottanta specie, in special modo tra cespugli e bossi, rispetto alla sistemazione originaria di inizio novecento.
«È stata una gioia vedere accorrere tante persone nell’area del giardino Umberto ad apprezzare le bellezze del centro murattiano – ha dichiarato Rossella Ressa - ridare ai cittadini la memoria storica della città è stato una grande emozione per tutti»