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'Un film come una bellissima vacanza', il backstage di 'Un matrimonio da favola'

Intervista ad Emilio Solfrizzi e il suo ritorno su un set diretto da Carlo Vanzina

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 16/04/2014 da Redazione
A poco meno di un mese dal successo delle repliche teatrali dello spettacolo "Due di noi" portato in scena con Lunetta Savino, torna in Puglia Emilio Solfrizzi. Ma questa volta per presentare "Un matrimonio da favola", ultima opera cinematografica dei fratelli Vanzina. Ecco qualche sua breve riflessione su questa nuova esperienza al fianco di Carlo Vanzina.

“Che approccio hai avuto verso il film?”

“Quello giusto… Mi ha divertito enormemente tornare a lavorare con Carlo Vanzina (dopo “Selvaggi” e “2061”) perché sui suoi set non mancano mai le occasioni di divertimento. Questa volta poi ho avuto la fortuna di avere accanto a me un gruppo di attori che stimo molto: l’atteggiamento di tutti noi è stato quello di cercare di divertirci “sul campo” cercando di migliorare ancora di più tutto quello che la sceneggiatura già proponeva piacevolmente”.

“Al tuo personaggio vengono offerte varie occasioni di comicità pura che ti permettono di sfruttare di nuovo pienamente le tue doti brillanti..”
“La comicità di Giovanni scaturisce dalla difficoltà che incontra nel gestire il rapporto tra la moglie e l’amante: la differenza con tanti altri personaggi simili rappresentati al cinema è che lui non solo non riesce a dire alla moglie di avere un’amante ma non ce la fa nemmeno a dire all’amante di avere una moglie… è “ingabbiato” da se stesso, un uomo non risolto che fa scaturire risate e divertimento e che alla fine verrà “mollato” sia da una che dall’altra donna.”

“Ci sono stati momenti del set che ricordi più volentieri di altri?”
“Si, una situazione particolarmente buffa in scena arriva quando per festeggiare con un addio al celibato Daniele che sta per sposarsi, noi amici ci ritroviamo tutti in un locale dove incontreremo da vicino una serie di presenze femminili piuttosto “ingombranti” senza che poi nessuno di noi riesca a “consumare” la sua avventura. Alla fine il comune denominatore fra tutti i vari personaggi è che nessuno di loro ha scorza ruvida, “pelo sullo stomaco” o cinismo, nessuno è un delinquente incallito, alla fine sono tutti goffi e hanno tutti qualche debolezza ma poi ritrovano immediatamente lo spirito delle gite scolastiche
ritorna intatta anche oltre i 40 anni la loro goliardia dei tempi del liceo. Per quanto riguarda la lavorazione ricordo soprattutto grandi e continue risate, in compagnia di Ricky Memphis, Riccardo Rossi, Max Tortora e tutti gli altri, sul set è stato fondamentale poter ricreare tra noi attori l’atmosfera e il clima giusti come se fossimo tutti davvero compagni di scuola in
gita, un gruppo di colleghi che si vuole bene e si stima che si ritrova a Zurigo come una scolaresca in vacanza di cui Carlo Vanzina era il capoclasse o il professore che non vedeva l’ora di unirsi al clima allegro instaurato dai suoi alunni. Carlo non fa sentire mai il peso del proprio ruolo di regista, lavora sempre in leggerezza e in più è capace di creare una bellissima atmosfera nonostante il peso del lavoro “sul campo”, riesce sempre a trovare una soluzione creativa vincente. E tutti noi gli abbiamo risposto adeguatamente come lui contava, ci siamo trovati in posti talmente belli ed accoglienti che in fondo tutto il
film si è risolto in una bellissima vacanza..”.

“Quali sono le qualità di Carlo Vanzina come regista e come persona?”
“Credo che nonostante abbia girato decine di film in oltre 35 anni Carlo riesca a divertirsi ancora tanto e poi è una persona generosa e aperta che apprezza i tuoi suggerimenti ed è capace di gratificarti tanto. E’ molto disponibile al dialogo, capisce subito qual è la strada migliore da intraprendere in una certa sequenza da girare e se non la si dovesse trovare lui sa sempre dove andare, è capace di dirti i suoi no con un garbo d’altri tempi senza che tu attore avverta la cosa con disagio. Con lui non c’è mai nessun problema di “lesa maestà”, sa benissimo che tutti i comici lavorano per rendere la loro scena la più
divertente e vera possibile in nome di un obiettivo comune”.

“Quali differenze hai notato rispetto all’epoca del vostro primo film insieme, “Selvaggi”?”
“La nostra amicizia è iniziata in occasione di quel film ed è rimasta sempre solida, se il nostro mestiere tende a dividere e fa sì che ci si veda a lungo nel periodo delle riprese e poi ci si lasci e ci si perda, Carlo invece è stato sempre presente in tutte le occasioni importanti della mia vita. Si documenta volentieri, vede tutto quello che viene presentato al cinema e in tv, e quando ha notato qualcosa del mio lavoro che lo ha colpito non ha mai mancato l’occasione di farmelo sapere con soddisfazione: è capace di gratificarti come pochi altri, mantiene intatta quella capacità di lasciarsi sorprendere che è tipico delle persone belle, pulite, dirette, oneste e corrette..”

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