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Bari, ecco il Festival delle donne e dei saperi di genere: seminari e laboratori per proporre il cambiamento culturale

Il festival si svolgerà dal 20 marzo al 12 aprile e attraverserà l'intero capoluogo pugliese

Pubblicato in Cultura e Spettacoli Donne il 14/03/2017 da Alessandra Rizzi

9 seminari,  8 proiezioni per 10 film, 4 spettacoli, 1 mostra, 3 laboratori e ben 60 ospiti di cui la metà da fuori Regione. E ancora, la connessione con tre reti- il blog Abbatto i muri, Non Una Di Meno, Puglia Pride 2017- e il coinvolgimento delle scuole e delle Università, con conseguente riconoscimento dei crediti, nella convinzione che l’educazione è la chiave di volta e che già nella scuola bisogna iniziare a parlare di certi temi. Questo e moltissimo altro è il Festival delle Donne e dei Saperi di Genere, giunto alla sesta edizione e presentato oggi dalla sua ideatrice e direttrice Francesca Romana Recchia Luciani, da Titti De Simone, Consigliera politica del Presidente per l'attuazione del Programma- Regione Puglia, Aldo Patruno, direttore del Dipartimento turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio della Regione Puglia, Giandomenico Vaccari, Vicepresidente e delegato alle attività del Centro Studi Ricerca e Formazione dell’Apulia Film Commission, Giuliana Dellisanti, Direttrice del Teatro Pubblico Pugliese, Rosa Gallelli, Coordinatrice del CISCuG Centro Interdipartimentale di Studi sulla Cultura di Genere di UniBA.

Il tema di quest’anno è Nel segno delle Rivoluzioni e non a caso. “Il femminismo è stata la più grande rivoluzione del Novecento, l’unica riuscita. Una grandissima rivoluzione che ha cambiato la vita non solo delle donne ma di tutto quelli persone che si identificano o cercano di identificarsi in altre identità sessuali e che solo dopo il femminismo hanno potuto dare voce al loro essere, alla loro identità. Tutte quelle persone che avevano e hanno difficoltà a riconoscersi nella schema binario uomo-donna. Una rivoluzione attualmente in atto e che noi vogliamo accompagnare- ha dichiarato Francesca Romana Recchia Luciani. “Esistono moltissimi festival che si occupano di questioni di genere e di questioni legate alla cultura e all’identità delle donne ma per lo più sono festival o legati a linguaggi specifici, del cinema, del teatro, o legati a temi filosofici o letterari. Noi invece abbiamo la peculiarità che il festival è l’insieme di tutto questo, è un luogo dove abbiamo fortissimamente voluto che si incrociassero i linguaggi e quindi che la filosofia si accompagnasse al cinema, il cinema al teatro, il teatro ai laboratori di scrittura e di lettura”.

E che sia una vera e propria rivoluzione in atto lo ha confermato anche Aldo Patruno “Le rivoluzioni in Iitalia spesso si fanno per non cambiare niente. Qui invece si fa una rivoluzione vera avviando un dibattito su temi difficili e creando contaminazioni. Una contaminazione non solo tra soggetti istituzionali, ma anche culturale perché si mettono insieme temi diversi. Inoltre in questo festival si realizza una connessione con Matera e la Basilicata- che spesso non riusciamo a tradurre- su un’asse importante quale la cultura e la cultura di genere. L’identità va affiancata al concetto di alterità e il dibattito di questo festival va proprio in questa direzione”.

Il festival attraverserà l’intera città: tanti infatti i luoghi che, dal 20 marzo al 12 aprile, ospiteranno i numerosi eventi previsti, dall’ex Palazzo delle Poste all’Università degli Studi, dal Cineporto alla Casa delle Donne del Mediterraneo, dalla Mediateca Regionale Pugliese all’Auditorium Vallisa, al Tatì RistoArt e la Libreria Zaum, con un appuntamento speciale, il 21 marzo, a Matera dove verrà proiettato in anteprima in Basilicata il documentario di Paola Columbo Femminismo! Appuntamento, questo, che si spera possa essere di buon auspicio e possa preludere a che l’esperienza del festival rientri nel panorama delle iniziative che riguarderanno Matera capitale della cultura europea 2019.

Tantissimi anche gli ospiti e i temi: Lea Melandri, la punta avanzata di un movimento che finalmente torna nelle piazze e anima la vita delle persone, Cecilia Robustelli, esperta di linguistica non sessista, Simone Regazzoni, giovane scrittore di un libro dedicato al rapporto tra amore, sessualità e filosofia, Giovanna Zapperi, studiosa di arte e femminismo, Caterina Serra con un laboratorio su di che genere è la scrittura, Natascia Martucci con un seminario sulla violenza di genere che non riguarda solo le donne ma tutte le identità che sfuggono alle classificazioni.

Il festival avrà un prolungamento in estate con la summer school tenuta dal filosofo Jean-Luc Nancy a Monopoli dall’11 al 15 luglio sull tema EROS- esercizi filosofici sul corpo e il sesso ma l’obiettivo è che possa diventare un modello da esportare anche fuori Regione. “Non esiste in Italia un’esperienza come questa e il festival entra pienamente nell’attuazione del programma di governo, in termini di connessione tra mondo produttivo, della cultura e le università, che sono luoghi di sapere. L’università è un mondo produttivo, vivace e di grande passione civile. Pertanto è importante per una Regione come la Puglia investire su produzioni culturali e di grande impegno civile come queste. E noi continueremo a farlo”- ha concluso la consigliera Titti De Simone.

Inaugurazione il 20 marzo alle 16:30  con il seminario su Femminismo come rivoluzione filosofica all’Ex Palazzo delle Poste.

 

Il Festival delle Donne e dei Saperi di Genere è organizzato dal CISCuG (Centro Interdipartimentale di Studi sulla Cultura di Genere) e dal DISUM (Dipartimento di Studi Umanistici) di UniBA, con il sostegno di Assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, della Fondazione Apulia Film Commission e del Teatro Pubblico Pugliese.

Ilikepuglia è media partner del Festival. 

 



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