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'Can food be art?', la mostra personale di personale di Salvo D'Avila sbarca a Lisbona

La serie di di fotografie di nature morte dalla connotazione marcatamente pittorialista sarà ospitata dall'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 13/11/2017 da Redazione

Lunedì 20 novembre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, sarà inaugurata la mostra Il cibo può essere arte? (Can food be art?) Fotografie di Salvo D’Avila.

L’evento è organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona nell’ambito delle manifestazioni previste per la “II Seconda Settimana della Cucina Italiana nel Mondo - The Extraordinary Italian Taste”, promossa dal Governo e attuata dal MAECI e MIPAAF, in un’azione di squadra che coinvolge tutti gli attori pubblici e privati che rappresentano la cucina italiana e l’Italia nel mondo, con l’obiettivo di promuovere a livello internazionale le tradizioni culinarie ed enogastronomiche quali segni distintivi dell’identità e della cultura italiana.

La mostra, curata dallo storico dell’arte Lia De Venere, riunisce una serie di fotografie di nature morte dalla connotazione marcatamente pittorialista, realizzate negli ultimi cinque anni.

Così scrive del suo lavoro la curatrice: “D’Avila costruisce l’immagine in uno spazio esiguo, trasformando pochi frutti, ortaggi o pesci in apparizioni improvvise che squarciano il buio assoluto dello sfondo, richiamando alla mente le rare affascinanti minimali composizioni del pittore spagnolo Francisco de Zurbarán (1598-1664), giocate su netti e sapienti contrasti tra luci e ombre; oppure li immerge in una luminosità abbagliante, quasi un rimando alla pittura iperrealista di Luciano Ventrone, definito da Federico Zeri “il Caravaggio del XX secolo”.

“Avvicina ai nostri occhi le coppe e i canestri che li accolgono, posandoli a volte su tovaglie ornate da raffinati motivi decorativi come nei dipinti dell’età d’oro della natura morta nordeuropea o su superfici specchianti che rafforzano il carattere straniante della composizione. Mai una concessione a gratuiti virtuosismi nella cura assidua del dettaglio e nelle scelte cromatiche – raramente corrette in postproduzione – quasi la condivisione dell’idea che della pittura aveva Eugène Delacroix, per il quale “la prima virtù di un dipinto è essere una festa per gli occhi, ma ciò non significa che non vi debba essere posto per la ragione”.

La mostra resterà aperta dal 20 novembre al 10 dicembre 2017 e successivamente, dal 15 gennaio 2018 verrà trasferita a Roma, presso la biblioteca storica nazionale dell'agricoltura del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

La Mostra è visitabile fino al 10 dicembre 2017 dal martedì al venerdì: dalle 10.00 alle 12.30; dal martedì al giovedì: dalle 16.00 alle 18.00. Chiusa: lunedì, sabato, domenica e festivi



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