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Arte, al Palazzo Ducale di Cavallino la mostra 'Paesaggio e veduta da Palazzo Chigi in Ariccia e altre raccolte'

Quaranta dipinti eseguiti dai massimi paesaggisti e vedutisti italiani e stranieri, attivi in Italia tra il XVII e il XIX secolo

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 13/11/2017 da Redazione

Sabato 25 novembre alle ore 18,00 nel Palazzo Ducale dei Castromediano di Cavallino di Lecce, si inaugurerà la mostra Paesaggio e Veduta. Dipinti da Palazzo Chigi in Ariccia e altre raccolte.

Curata da Francesco Petrucci, Conservatore del Museo del Barocco romano di Palazzo Chigi in Ariccia, la rassegna, promossa dal Comune di Cavallino, grazie all’impegno del Consigliere delegato alla cultura On.le Gaetano Gorgoni si pone in continuità ideale delle mostre Dipinti del Barocco romano da Palazzo Chigi in Ariccia, Dipinti tra Rococò e Neoclassicismo da Palazzo Chigi in Ariccia e da altre raccolte, Ritratto e figura.Dipinti da Rubens a Cades, La collezione Amata da Bassano a Longhi, tenutesi a Cavallino negli anni 2012, 2013, 2014, 2015.

La mostra presenta un’accurata selezione di quaranta dipinti eseguiti dai massimi paesaggisti e vedutisti italiani e stranieri, attivi in Italia tra il XVII e il XIX secolo, in buona parte inediti o poco noti, in molti casi esposti per la prima volta in Italia, che raffigurano paesaggi ideali, paesaggi naturali e vedute di città, tra cui località caratteristiche e piazze celebri.

Incentrata sui principali centri del vedutismo legati al fenomeno del Grand Tour – Roma, Napoli e Venezia – l’esposizione comprende anche vedute di altre famose località connesse al viaggio in Italia, come Firenze, Messina o Tivoli, la campagna romana o quella veneta.

I dipinti provengono in parte da collezioni pubbliche, come Palazzo Chigi in Ariccia, Il Museo di Roma e l’Accademia Nazionale di San Luca, mentre un importante nucleo si trova in collezioni private inglesi.

 

La trasfigurazione intellettualistica dei luoghi animata dalla presenza umana, con pastori e contadini, eroi del mito e della storia, tra vestigia archeologiche e borghi arroccati, è subordinata alla ricerca di una superiore armonia e un senso di olimpica pacatezza. L’emozione suscitata da tale paesaggio naturale e urbano è espressa con differenti connotazioni e sensibilità dai diversi artisti, tra ideale e reale, pittoresco e sublime.

 

In mostra opere di: Giovanni Angeloni, Johann Wilhelm Baur, Pietro Berrettini (Pietro da Cortona), Giuseppe Bernardino Bison, Ippolito Caffi, Antonio Canal detto Canaletto, Francesco Cozza, Guillaume Courtois detto Il Borgognone, Massimo D’Azeglio, Domenico De Marchis, Jean de Monper, Gaspard Dughet, Giacinto Gigante, Charles François Grenier De Lacroix, Francesco Guardi, Jean Henry detto Henry d'Arles, Ignoto, Jean Lemaire, Andrea Locatelli, Adrien Manglard,  Michele Marieschi, Filippo Napoletano, Giovanni Paolo Pannini, Edward Pritchett, Pandolfo Reschi, Marco Ricci, Sebastiano Ricci, Salvator Rosa, Agostino Tassi, Hendrick Frans van Lint, Cornelius van Poelenburgh, Gaspare Vanvitelli (Gaspar van Wittel),  Giuseppe Zais, Julius Zielcke, Francesco Zuccarelli, Gottfried Wals.

La mostra è accompagnata da un catalogo, curato da Francesco Petrucci e pubblicato da De Luca Editori d’arte.       



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