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'Tu non conosci il Sud - E la chiamano estate': ecco il programma completo

Quattro serate per parlare di Bari e della sua storia, delle sue trasformazioni politiche, economiche, sociali, culturali e urbanistiche

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 12/06/2018 da Redazione

Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna sulla Terrazza della Biblioteca Metropolitana “De Gemmis”, complesso Santa Teresa Dei Maschi, (strada Lamberti 3/4), a Bari Vecchia, TU NON CONOSCI IL SUD - E LA CHIAMANO ESTATE, l’appuntamento estivo che si inserisce nel progetto culturale TU NON CONOSCI IL SUD, ideato dall’omonima associazione culturale.

Il programma dell’iniziativa è stato presentato questa mattina a Bari, nella Sala Giunta della Città Metropolitana, dall’editore Alessandro Laterza, insieme a Francesca Pietroforte, delegata ai Beni Culturali e all’Attuazione del programma della Città Metropolitana, e Clara Gelao, direttrice della Biblioteca Metropolitana “De Gemmis”.  

Questa edizione della manifestazione è dedicata a “GLI ANNI DI BARI”, e prevede quattro appuntamenti serali, dal 20 giugno all’11 luglio, ogni mercoledì, ognuno dei quali si concentrerà su un anno topico nella storia di Bari. Gli anni individuati sono il 2005, il 1991, il 1962 e il 1943. 

Quattro serate per parlare di Bari e della sua storia, delle sue trasformazioni politiche, economiche, sociali, culturali, urbanistiche, di vicende e protagonisti che hanno segnato il percorso giunto sino a noi, di peculiarità e contraddizioni di una città costantemente in divenire.

Come consuetudine negli eventi organizzati da Tu non conosci il Sud, le conversazioni con autorevoli relatori saranno accompagnate da momenti spettacolari, quali musica, proiezioni video, letture, e per ogni serata ci sarà anche una sigla finale che chioserà l’anno sul quale si è discusso durante l’incontro.     

Novità di questa edizione è che, pur essendo tutti gli appuntamenti ad ingresso libero, si potrà accedere in terrazza dietro presentazione, in alternativa, di: due copie di quotidiani a scelta, uno scontrino comprovante l’acquisto di un libro in libreria, un biglietto di cinema/teatro/museo/concerto. Tutti gli acquisti devono essere relativi alla settimana in cui si tiene l’evento. Questo perché TU NON CONOSCI IL SUD vuole rendere tangibile l’idea di cittadinanza culturale che persegue sin dalla sua fondazione.  

    

 

PROGRAMMA

 

MERCOLEDÌ 20 GIUGNO 2018 – h 20:30

BARI 2005

Saluto di

Antonio Decaro Sindaco della Città Metropolitana di Bari

con

Gianfranco Viesti economista e saggista

Intervento di

Alessandro Laterza editore

La “narrazione” di Vendola e la “Primavera pugliese”, mentre Bari ha già da un anno un sindaco di sinistra, Michele Emiliano. Il 2005 è però l’anno della svolta. Si inaugura il nuovo aeroporto che proietta Bari nel mondo globale e cosmopolita. Nichi Vendola, comunista, gay e cattolico, “diverso”, supera di slancio e di misura Francesco Boccia nelle primarie del centrosinistra e poi Raffaele Fitto, presidente uscente di centrodestra, nelle elezioni regionali. La Primavera pugliese scoppia nella coda dei governi Berlusconi della XIV Legislatura. Fiorisce e matura una nuova narrazione della Puglia che riannoda molteplici fili, dalla visibilità mediatica generata dai fatti del 1991 (arrivo del Vlora nel porto di Bari, e incendio del Teatro Petruzzelli) al Pensiero meridiano di Franco Cassano (1996), dalla baresità sdoganata in Lacapagira dei fratelli Piva (1999) all’enorme successo del primo di molti libri in cui Bari è protagonista, Testimone inconsapevole, di Gianrico Carofiglio (2002), vincitore nel 2005 del premio Bancarella (con Il passato è una terra straniera). Il 2005 vede fermenti e trasformazioni in campo economico: nasce il Distretto aerospaziale, sintomo di un nuovo modello di sviluppo industriale, ma, nello stesso tempo, un bastione del manifatturiero locale la Natuzzi avvia le procedure per la cassa integrazione. Intanto, il nuovo aeroporto, opera ascrivibile alle precedenti amministrazioni di centrodestra, con la moltiplicazione dei collegamenti e dei passeggeri in partenza e in arrivo, diventa il simbolo della rinascita di Bari, ambizione e sfida di una città e di una regione in piena fioritura.

 

MERCOLEDÌ 27 GIUGNO 2018 – h 20:30

BARI 1991

Saluto di

Francesca Pietroforte Delegata ai Beni Culturali e Attuazione del programma Città Metropolitana di Bari

con

Oscar Iarussi giornalista e saggista

Intervento di

Simonetta Lorusso imprenditrice

Dal 27 al 30 giungo 1991 si tenne a Bari, definita “la città più socialista d’Italia”, l’ultimo congresso del Partito Socialista Italiano prima dello scioglimento, di lì a poco, alle soglie di Tangentopoli. In quella stessa estate, all’alba dell’8 agosto, nel porto di Bari attracca il Vlora, con il suo carico di ventimila disperati in fuga dall’Albania, e niente fu più come prima. Bari e la Puglia diventano approdo e speranza davanti agli occhi del mondo, i baresi e i pugliesi vestono una nuova consapevolezza e una inedita identità. Era notte invece quando il fuoco distrusse e calpestò l’orgoglio della città. Il 27 ottobre, il Teatro Petruzzelli va i cenere e con lui i favolosi anni Ottanta della “Bari da bere”, con le stagioni teatrali firmate da Ferdinando Pinto, e la pop music di “Azzurro” (1982-1989).

 

MERCOLEDÌ 4 LUGLIO 2018 – h 20:30

BARI 1962

Saluto di

Anna Maria Montinaro Presidente Presìdi del libro

con

Nicola Signorile giornalista e saggista

Interventi di

Egidio Pani scrittore e giornalista

Carmela Vincenti attrice

L’edilizia è la principale industria barese. Questo è l’anno del grande sciopero degli edili, all’apice della “sostituzione” edilizia nel borgo murattiano cominciata negli anni ’50. Dallo sciopero nasce una diversa cultura del lavoro nel settore. Viene demolita la Socia, icona del degrado nel cuore della città. E arrivano, allora o immediatamente dopo, le grandi fabbriche a capitale pubblico (Nuovo Pignone, Breda Fucine Meridionali) ma anche privato (Birra Peroni, Superga, Brema Gis poi Firestone, Hettermarks). Si tratta in larga parte di impresa esterna ma poi c’è anche la affascinante storia della Calabrese (nata nel 1943, nel ‘63  avvia la costruzione del grande stabilimento all’ASI, terminato nel '64), il camion ribaltabile, i brevetti, la significativa espansione al nord, il rapporto con la Fiat, la Libia. È l’avvio del primo vero incontro della città con la modernità della grande impresa del Miracolo economico.

Sul fronte culturale siamo negli anni d’oro del Centro Universitario Teatrale, il Cut, una vera e propria fucina di talenti. Nato come gruppo che intendeva riflettere non solo del teatro, ma del ruolo che il teatro stesso avrebbe potuto rivestire in quella società in continua evoluzione, il Cut di Bari si interrogava sui cambiamenti che interessavano la città e l’intero Paese. Buona parte dei protagonisti di quell'avventura ha continuato ad operare, secondo il proprio percorso individuale, nella Bari e nell'Italia teatrale dei decenni successivi. 

 

MERCOLEDÌ 11 LUGLIO 2018 – h 20:30

BARI 1943

Saluto di

Clara Gelao Direttrice della Biblioteca metropolitana De Gemmis

Con

Annabella De Robertis Ricercatrice Ipsaic

Interventi di

Marcello Introna scrittore

Roberto Ottaviano musicista

La strage di Via Niccolò dell’Arca il 28 luglio, dopo la caduta del regime fascista, il 25 luglio; la difesa contro i tedeschi del porto di Bari da parte di cittadini e militari il 9 settembre; la prima radio dell’Italia libera, Radio Bari, che trasmette nell’etere per la prima volta l’11 e il 12 settembre e, insieme ai messaggi del bollettino quotidiano “L’Italia combatte” diffonde le sonorità della musica americana; il bombardamento tedesco del porto, che causò più di mille morti, il 2 dicembre, e il conseguente inquinamento da iprite (stivata sulle navi alleate attraccate) che dispiega i suoi effetti devastanti ancora oggi, nonostante i ripetuti tentavi di insabbiare la vicenda. A Bari si vive una storia in miniatura dell’Italia alla fine della seconda guerra mondiale.

 

 

 

 



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