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'Artemisia e i pittori del conte', a Conversano la collezione di Giangirolamo II di Acquaviva D’Aragona

Aperta da sabato 14 sino al 30 settembre prossimo, la mostra è occasione straordinaria per scoprire i fasti della corte di Giangirolamo e di sua moglie Isabella Filomarino

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 12/04/2018 da Redazione

Si apre sabato prossimo 14 aprile a Conversano (Castello Normanno e Chiesa di San Giuseppe) la mostra “Artemisia e i pittori del Conte”. Una mostra molto attesa di sessanta tele che celebra la collezione di Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona anche con il ritorno in Puglia di opere provenienti da Musei e collezioni private; tra queste, Il Trionfo di Bacco, di Finoglio, conservato al Museo Nacional del Prado e un inedito dipinto di Artemisia Gentileschi (Caritas Romana), un quadro di stile caravaggesco di grande fascino, di cui si trova traccia nella collezione del conte. Si espone anche, nella prima sala del percorso, Fortitudine Pares, opera che giunge in Italia per la prima volta. E’ stata appositamente sottoposta ad un’attenta pulitura prima di lasciare il Museo della Cattedrale di Malta. Ancora di autore anonimo, è al momento oggetto di ricerca, come già in passato da parte di John Gash e Catherine Puglisi, della restauratrice e studiosa Roberta Lapucci, che ne valuta l’opportunità di attribuzione a Michelangelo Merisi il Caravaggio.

Aperta da sabato 14 sino al 30 settembre prossimo, la mostra è occasione straordinaria per scoprire i fasti della corte di Giangirolamo e di sua moglie Isabella Filomarino e momento di spessore per via di collaborazioni d’eccellenza con grandi Musei internazionali come il Muza di Malta e il Prado di Madrid. 
 Il Castello ospiterà la maggior parte degli oggetti prescelti, utili a riambientare i nomi degli artisti e i temi prescelti dall'originario proprietario. ​La Chiesa di San Giuseppe esporrà invece ​in tutto nove dipinti di grande formato, due dei quali provenienti dalla collezione Acquaviva d'Aragona.  ​Il percorso al Castello si articola in otto sale tematiche: Simboli e Pentimento; Santi patroni: Giovanni Battista e Girolamo; La Fuga in Egitto del cavalier Guido; Maestri caravaggeschi; Massimo Stanzione; Artemisia Gentileschi e Onofrio Palumbo; Sante e nudi; Baccanali e Battaglie. In queste è incluso Fortitudine Pares (Cupido e la Morte), dipinto proveniente dalle collezioni del Museo della Cattedrale di Malta, conservato sotto il nome di Battistello Caracciolo.

La chiesa di San Giuseppe, luogo legato alla contessa Isabella Filomarino, a pochi passi dal Castello, è la sede espositiva complementare al maniero: qui sono stati radunati i dipinti di maggiore dimensione, tra cui il Trionfo di Bacco di Finoglio (Museo del Prado), che ritorna a Conversano, come si scriveva, dopo circa 400 anni, e la copia di Paolo Veronese citata nel documento del 1666, rintracciata in Abruzzo, nei feudi degli Acquaviva d’Atri, testimone d’eccellenza della passione nutrita dal conte per la pittura veneta del ’500.

A coronamento, si potrà in parallelo avvantaggiarsi della visita alla chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano, la ‘Cappella Sistina’ di Paolo Finoglio, anch’essa voluta e decorata a spese di Giangirolamo e Isabella Acquaviva; e di una quarta tappa al Castello di Marchione, la residenza di villeggiatura della famiglia, che ancora custodisce i ritratti dei conti.

“Il sostegno a questa mostra dimostra qual è la nostra politica culturale: quella di produrre in Puglia mostre di alto profilo culturale non solo finanziando un evento ma utilizzando le professionalità scientifiche che ci sono sul posto, storici dell’arte, restauratori, ricercatori, e creando connessioni con istituzioni di alto profilo come in questo caso con il Prado, il Muza di Malta – ha spiegato Loredana Capone, assessora all’Industria turistica e culturale -. Ma, soprattutto, facendo rete con altre prestigiose  istituzioni museali della Puglia come il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, che ha fornito supporto scientifico, materiale documentario e fotografico, contribuito alle ricerche sul territorio, che nel Salento, attraverso il collezionismo privato, riserva ancora tantissime sorprese e preziose scoperte da valorizzare. Del resto è a Lecce che approda, nei primi decenni del Seicento, da Napoli, l’artista protagonista assoluto di questa mostra Paolo Finoglio, il quale sposa una leccese e lavora per le più importanti istituzioni religiose del Salento prima di arrivare a Conversano presso il Conte Acquaviva d’Aragona”.

 



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