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'Evò ce esù - Visioni', al via la rassegna dedicata al cinema delle lingue minori

A Martignano l'appuntamento che valorizza le minoranze linguistiche come riscoperta delle contaminazioni tra popoli e culture

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 05/09/2017 da Redazione

La valorizzazione delle minoranze linguistiche come riscoperta delle contaminazioni tra popoli e culture: è questo l'obiettivo della rassegna cinematografica "Evò ce esù - Visioni. Incontri di confine, tra visi e parlate", dedicata al cinema delle lingue minori e giunta alla sua quarta edizione. La Rassegna si terrà a Martignano (Le), in Grecìa Salentina, l’isola linguistica del Salento, dall’8 al 10 settembre 2017.
L’evento, che si svolgerà negli spazi del Parco Turistico Culturale Palmieri a Martignano (Le), pone l'accento sul cinema delle lingue definite “minori” ed è l'unico nel suo genere in Puglia. Un linguaggio, quello filmico, contemporaneo ed accattivante, in grado di penetrare confini linguistici e lessicali ed aprire varchi a relazioni, a contenuti emozionali e geografici rappresentativi di territori e culture diverse. Ma anche l’occasione per porre uno sguardo su storie e prospettive di “confine”, dove l’alterità, con le contraddizioni umane e sociali che genera, diventa occasione di riflessione sui grandi temi della contemporaneità.
L'iniziativa nasce da un’idea progettuale del Parco Turistico Culturale Palmieri di Martignano, condivisa e sostenuta dalla fattiva collaborazione della Cineteca Sarda, la prima infrastruttura audiovisiva pubblica, culturale ed educativa in Italia (nata nel 1966) e del Babel Film Festival di Cagliari, il primo concorso cinematografico internazionale destinato esclusivamente alle produzioni cinematografiche che raccontano le minoranze. L'edizione 2017 presenta al pubblico pugliese pellicole provenienti da geografie e confini linguistici variegati. I luoghi del girato hanno toccato Paesi come il Congo, la Turchia, l’Armenia, la Gran Bretagna, la Norvegia, e l’Italia (con la Sicilia, la Sardegna, la Puglia, il Piemonte, il Friuli, il Trentino), con lingue arcaiche e nascoste quali il sàmi, l’acholi, lo hayeren, la laz, il franco-provenzale, il ladino, il furlan, il sardu, l’ arbëreshë, il dialetto Siciliano, quello Salentino e barese, il napoletano, fino alla lingua dei segni.
Fil rouge di questa edizione è lo sguardo dei più piccoli, protagonisti di molte delle pellicole proiettate.

 

Il format si arricchisce inoltre di linguaggi creativi paralleli alle proiezioni - nell’ambito del progetto Evò ce esù Experiences finanziato dalla Regione Puglia-InPuglia365 Estate - come le visite guidate al Parco Palmieri, il laboratorio Ri-Munda volto alla scoperta del legno di ulivo, ad opera dello scultore Salvatore Rizzello, il laboratorio sul griko “Evò ce Esù – La lingua dei padri”, tenuto da Rocco De Santis e Mattia Manco, e ancora le escursioni in bicicletta nei borghi di Sternatia, Zollino e Caprarica di Lecce. Ad aprire la prima serata di proiezioni la performance dell'attore Simone Franco. Ci saranno poi proiezioni di cortometraggi in Lis, oltre ad installazioni video, fotografiche e sonore. Il videomapping di Giuseppe Donadei animerà la facciata di Palazzo Palmieri per tutte e tre le serate, mentre le foto retroilluminate di Gabriele Albergo ci condurranno nella sua “terra del rimosso”. Lo stone balancing di Simone Franco creerà equilibri ed armonie impensabili, insieme alle installazioni curate da Pantaleo Rielli, Clara Zanoni, Claudia Guido e Luca De Paolis. Infine la musica farà da cornice alle tre giornate della Rassegna con la performance, nella serata di venerdì, del cantautore griko Rocco De Santis, accompagnato dalla fisarmonica di Mattia Manco e dal violino di Doriano Longo, e  Blu L'Azard, un progetto musicale che coniuga danza e poesie sulle note di brani di composizione ispirati a poeti e grandi pensatori di epoche e culture diverse. Nel frantoio semi ipogeo di Palazzo Palmieri, invece, saranno protagoniste nell'ultima giornata dell'iniziativa le sonorità del trombone e del sax baritono di Lorenzo Lorenzoni e Giovanni Chirico.  



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