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Brindisi, una mostra sull’archeologia subcquea del Salento in aeroporto

Il progetto scientifico di allestimento ha l'obiettivo di richiamare l'interesse di un vasto pubblico di visitatori nei confronti del mare Adriatico e della sua lunga storia di relazioni

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 05/07/2019 da Redazione

Inaugurata, presso l’Aeroporto del Salento, Brindisi, la mostra  sull’archeologia subcquea del Salento: la narrazione di una terra di approdi e di partenze, come ricorda   lo stesso sottotitolo dell’evento. Nel luogo di transito e accoglienza del Salento della contemporaneità, una grande mostra – promossa da Regione Puglia e Aeroporti di Puglia – che, tra reperti di archeologia subacquea, contenuti multimediali inediti, arte contemporanea e narrazioni, costituisce un’ideale veleggiata lungo le rive di questa terra, la ragnatela di rotte e gli intensi rapporti che l’hanno coinvolta nella koinè mediterranea, rendendola nei secoli “porta d’Italia”. La sua forma e la sua posizione fanno del Salento un molo che si stacca dalla penisola e si spinge nel cuore del Mediterraneo, approdo per tutte le genti. Una terra tanto legata al mare da prenderne il nome. Alcuni autori latini (Varrone, ripreso da Verrio Flacco) spiegano l’etnico Salentini come derivato da sal, cioè mare: secondo la leggenda, sul mare, il loro riferimento più prezioso, i popoli del Salento avrebbero stretto un patto di amicizia.

Oggi, a ripercorrere le rotte marittime e i continui, fecondi rapporti tra gli uomini e le rive, è l’archeologia o meglio, la storia globale dei suoi paesaggi d’acqua, complice la ricerca subacquea, grazie ai numerosi giacimenti sommersi. L’eterogeneità dei beni che viaggiano per mare (generi alimentari, materie prime, materiali grezzi e da riciclare, vasellame ceramico, vitreo, metallico, opere d’arte e di altissimo artigianato), la specificità della costruzione navale antica, la frequenza degli insediamenti costieri e la ricchezza delle infrastrutture (porti, approdi, servizi), il carattere diacronico della documentazione, la complessità e il dinamismo dei paesaggi costieri, sono tutti elementi che potranno suscitare vivo interesse presso il pubblico.

Il progetto scientifico di allestimento, redatto e diretto da Rita Auriemma, ha l'obiettivo di richiamare l'interesse di un vasto pubblico di visitatori, siano essi turisti, viaggiatori occasionali o abituali, nei confronti del mare Adriatico e della sua lunga storia di relazioni culturali, sociali, economiche e politiche, intessute tra le comunità che popolano entrambe le sue sponde. L'allestimento si configura, infatti, come un vero e proprio gate di accesso alla storia, all'archeologia e ai luoghi della cultura, al territorio, alle risorse ambientali e al paesaggio del Salento, e proseguirà idealmente nei musei e nei luoghi della cultura che hanno aderito al progetto: Museo Ribezzo di Brindisi; Area Marina Protetta di Torre Guaceto; MArTa - Museo Archeologico Nazionale di Taranto; Museo Sigismondo Castromediano, Lecce; Museo civico di Gallipoli; Museo del mare di Nardò; Area Archeologica di Roca vecchia, Melendugno; Comune, Area Marina Protetta di Porto Cesareo e Mostra archeologica di Torre Chianca; Museo del Castello Dentice di Frasso, Carovigno.

Eccezionali le testimonianze esposte in aeroporto. Spettacolari i modelli digitali tridimensionali delle più importanti tra le statue in bronzo (di cronologia varia, dal IV sec. a.C. fino almeno al II sec. d.C.) che costituivano il carico della nave affondata a Punta del Serrone, poco a nord di Brindisi, in età tardo antica, probabilmente nel IV-V sec. d.C.: opere d'arte in rottami, raccolte e imbarcate come materiale da riciclare per rifonderne il metallo, e i cui meravigliosi originali sono oggi esposti in città nel museo archeologico Ribezzo e i cui avatar saranno protagonisti in Cina nell'ambito della Mostra Portus: nel mare degli antichi, di prossima inaugurazione.



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