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Monopoli, oltre duemila visitatori in dieci giorni per la mostra dedicata al surrealista Joan Mirò

I lavori sono visitabili fino al 15 luglio all'interno del Castello Carlo V

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 05/04/2018 da Redazione

Il meraviglioso mondo di Miró sta incantando davvero tutti. È già un successo la grande mostra al Castello Carlo V di Monopoli che in dieci giorni di apertura ha registrato oltre 2300 visitatori. “Joan Miró. Opere Grafiche 1948-1974” è un itinerario nell’affascinante creatività del surrealista Miró, visitabile fino al 15 luglio. Numeri importanti, ottenuti anche con le significative presenze nei giorni di Pasqua e Pasquetta, che hanno visto grandi e piccoli mettersi in fila per ammirare la “baraonda cromatica” di Miró.

“Sono stato sempre convinto che la mostra avrebbe raggiunto numeri così importanti – dichiara Giuseppe Campanelli, Assessore allo Sviluppo Economico di Monopoli - D'altronde in questi anni abbiamo dimostrato che, innalzando il livello delle manifestazioni culturali, avremmo fatto crescere l'interesse per questa città parallelamente ai numeri di afflusso turistico. La mostra con le opere di Joan Miró è il primo evento di questa portata a Monopoli. Ed ora che i risultati sono sotto gli occhi di tutti, occorre continuare su questa strada anche per il futuro".

La prestigiosa esposizione di Monopoli è un’occasione unica per scoprire il meraviglioso mondo di Miró dal quale lasciarsi incantare. La mostra accompagna il visitatore alla scoperta dell’alternanza armoniosa di segni, di immagini vibranti di colori e di versi, per sorprendersi di inattese visioni e libertà espressiva.
"La forza dei dati – sottolinea Giorgio Spada, Delegato Politiche Giovanili e Cultura di Monopoli - conferma che la via imboccata sia quella giusta e fa emergere tutta la sensibilità e la lungimiranza del comparto Turismo e Cultura. Abbiamo trascorso cinque lunghi anni di primavera culturale".

Le quattro serie in mostra sono Parler Seul (1948-50), Ubu Roi (1966), Le Lézard aux Plumes d’Or (1971) e Les Pénalités de l'Enfer ou les Nouvelles-Hebrides (1974). Quattro capolavori realizzati tra il 1948 e il 1974 che raccontano il “sogno poetico” di Miró, quella sua capacità di oggettivare le immagini della fantasia e di esprimerle attraverso un linguaggio assolutamente personale. Sperimentatore di tecniche e materiali, Miró - come Chagall, Picasso, Braque - si rivolse alla litografia affascinato dalle sue molteplici potenzialità in termini di espressione artistica. Scriveva Miró: “Niente semplificazioni né astrazioni. In questo momento io non mi interesso che alla calligrafia di un albero o di un tetto”.



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