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Brindisi, al Teatro Verdi protagonista l'opera: in scena 'La Bohème' e 'La Cenerentola'

Mini rassegna in programma lunedì 23 aprile, ore 20.30, e martedì 15 maggio , ore 20.30

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 04/04/2018 da Redazione

La stagione del Verdi incontra l'opera lirica. Il sipario del teatro brindisino si alzerà su due autentici simboli della tradizione operistica italiana: «La Bohème» di Giacomo Puccini (lunedì 23 aprile - ore 20.30) e «La Cenerentola» di Gioachino Rossini(martedì 15 maggio - ore 20.30). Due allestimenti dedicati agli appassionati del belcanto e del teatro d'opera.

 

 Prima opera in scena sarà lunedì 23 aprile (ore 20.30) «La Bohème» di Giacomo Puccini (opera in quattro quadri su libretto diGiuseppe Giacosa e Luigi Illica), con la regia di Alessandro Idonea. Direttore d'orchestra il milanese Gianluca Martinenghi. Le scene sono quelle del Teatro Petruzzelli di Bari, realizzate nel 2008 per il Teatro Piccinni. Una storia sempre attuale «che parla d'amor, di primavere, di sogni e di chimere», come dice la protagonista Mimì, e che racconta la giovinezza, la crescita e il doloroso passaggio da un'adolescenza interiore a una maturità reale. L'esistenza spensierata di un gruppo di giovani artisti bohémien costituisce lo sfondo dei diversi episodi in cui si snoda la vicenda dell'opera, ambientata nella Parigi del 1830.

 

 Chiude la minirassegna martedì 15 maggio (ore 20.30) «La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo» di Gioachino Rossini(opera in due atti su libretto di Jacopo Ferretti), di cui quest'anno ricorre il 150° anniversario della morte. Regia e costumi dell'opera sono di Paolo Panizza. Direttore d'orchestra il catanese Salvatore Percacciolo. Scene di Franco Armieri.

Mancavano due giorni al Natale 1816, e Rossini si trovava in grande difficoltà perché la censura pontificia gli aveva bocciato un soggetto destinato al carnevale del Teatro Valle di Roma. Il compositore si ritrova così a scegliere in gran fretta, insieme al suo librettista Ferretti, un nuovo tema per la sua opera. Pensa così alla Cenerentola di Perrault. I due si buttano a capofitto nel lavoro e decidono di adattare il racconto smussando ogni riferimento magico e fiabesco: perché il meraviglioso non entusiasmava il pubblico romano dell'epoca o perché Rossini non se ne sentiva particolarmente ispirato. Così, nel libretto non compare il personaggio della fata madrina, né l'incantesimo che trasformava gli stracci della ragazza in un bellissimo abito da sera. Soprattutto non si assiste alla famosa promessa che mette Cenerentola in fuga al suono della mezzanotte. Infine, non c'è traccia della scarpetta di cristallo persa sulla scale del palazzo, sostituita da uno "smaniglio", un braccialetto che Cenerentola affida al Principe per essere ritrovata. Nasce così «La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo», dramma giocoso in due atti messo in scena per la prima volta al Teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817.

 



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