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'Tu non conosci il Sud - E la chiamano estate', a Bari un incontro per ricordare il 1962

L'attrice Carmela Vincenti leggerà alcuni testi in sintonia con la serata

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 02/07/2018 da Redazione

 

È dedicato al 1962 il terzo appuntamento di TU NON CONOSCI IL SUD – E LA CHIAMANO ESTATE, che per questa sua terza edizione propone il racconto de GLI ANNI DI BARI.

Dopo i primi due incontri della rassegna, caratterizzati da una grande partecipazione da parte del pubblico barese - pronto anche nel rispondere all’invito di portare con sé la “prova” di essere in qualche modo consumatori e quindi cittadini culturali -, mercoledì 4 luglio, a partire dalle 20.30, si parlerà di vicende e protagonisti di un anno che ha segnato una profonda trasformazione nella città, con il giornalista e saggista Nicola Signorile, e gli interventi di Egidio Pani, scrittore e giornalista, e dell’attrice Carmela Vincenti, che leggerà alcuni testi in sintonia con la serata, dopo i saluti di Anna Maria Montinaro, presidente dell’associazione Presìdi del Libro.

L’incontro si terrà sulla terrazza della Biblioteca Metropolitana “De Gemmis”, complesso Santa Teresa Dei Maschi, a Barivecchia.   

BARI 1962

L’edilizia è la principale industria barese. Questo è l’anno del grande sciopero degli edili, all’apice della “sostituzione” edilizia nel borgo murattiano cominciata negli anni ’50. Dallo sciopero nasce una diversa cultura del lavoro nel settore. Viene demolita la Socia, icona del degrado nel cuore della città. E arrivano, allora o immediatamente dopo, le grandi fabbriche a capitale pubblico (Nuovo Pignone, Breda Fucine Meridionali) ma anche privato (Birra Peroni, Superga, Brema Gis poi Firestone, Hettermarks). Si tratta in larga parte di impresa esterna ma poi c’è anche la affascinante storia della Calabrese (nata nel 1943, nel ‘63  avvia la costruzione del grande stabilimento all’ASI, terminato nel '64), il camion ribaltabile, i brevetti, la significativa espansione al nord, il rapporto con la Fiat, la Libia. È l’avvio del primo vero incontro della città con la modernità della grande impresa del Miracolo economico.

Sul fronte culturale siamo negli anni d’oro del Centro Universitario Teatrale, il Cut, una vera e propria fucina di talenti. Nato come gruppo che intendeva riflettere non solo del teatro, ma del ruolo che il teatro stesso avrebbe potuto rivestire in quella società in continua evoluzione, il Cut di Bari si interrogava sui cambiamenti che interessavano la città e l’intero Paese. Buona parte dei protagonisti di quell'avventura ha continuato ad operare, secondo il proprio percorso individuale, nella Bari e nell'Italia teatrale dei decenni successivi.  



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