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Bari, oncologo salva e 'adotta' un migrante malato di tumore: la storia diventa un film. VIDEO

Presentato oggi 'Apolide', il cortometraggio ispirato alla storia di Dabo, giovane ragazzo guineano, e Domenico Galetta, medico dell'Istituto Tumori di Bari

Pubblicato in Cultura e Spettacoli Salute il 02/04/2019 da Giuseppe Bellino

Una storia nata tra le corsie dell’ospedale, un rapporto capace di trasformare la disperazione di un giovane ragazzo in un’amicizia indissolubile. Domenico Galetta, oncologo dell’Istituto Tumori di Bari, e Dabo Mohammed Lemine, giovane migrante guineano, sono i protagonisti della storia che ha ispirato ‘Apolide’, cortometraggio diretto da Alessandro Zizzo.

Il ragazzo africano, arrivato in Italia a bordo di un gommone, è stato costretto a combattere la battaglia contro un cancro ai polmoni. “Tutto è iniziato al Cara di Bari – racconta Dabo -, dove sono stato trasferito dopo essere arrivato in Italia. Ero affetto da una brutta tosse che non smetteva di tormentarmi. Così ho cominciato il giro degli ospedali pugliesi per capire qual era la causa del mio malessere. Dopo qualche visita ho capito che la situazione era grave, alcuni medici mi hanno detto che mi restavano sei mesi di vita. Poi ho incontrato Mimmo (il dottor Galetta, ndr): da quel momento tutto è cambiato”.

L’oncologo barese visita il 27enne e lo “adotta”, nel verso senso della parola: “Dabo è arrivato in Italia con una diagnosi di carcinoma polmonare con metastasi alle ossa. Lui ne ha passate tante, io conosco soltanto alcuni pezzi della sua storia. Abbiamo cercato di affrontare assieme la malattia, io ho cercato di offrigli le tecniche d’avanguardia che utilizziamo in questo ospedale. Dabo mi ha donato in cambio tante piccole perle di saggezza: diciamo che il nostro rapporto si è trasformato in un’amicizia sincera”.

“Il mio destino era qui – continua il giovane migrante, che adesso lavora come mediatore culturale in Sicilia -. Ho trovato una persona che mi ha fatto sentire come se fossi a casa mia, dandomi sostegno mentale e materiale: più volte ho chiamato la mia famiglia grazie alle ricariche telefoniche di Mimmo. Per me ormai è come un padre. Grazie a lui ho cambiato idea sull’Italia: io volevo andare in Francia, ma l’affetto ricevuto da Mimmo e dalla sua famiglia mi hanno convinto a restare qui”.

‘Apolide’ racconta, attraverso le figure di  Paolo De Vita (interpreta Domenico Galetta) e Alassane Sadiakhu (Dabo), il rapporto di amicizia che ha cambiato le vite dei due protagonisti.

“Ora siamo diventati una famiglia – conclude Dabo sorridendo – a casa sua sono il primo figlio”. 



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