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Patrizia D'Addario sarà risarcita perché diffamata

Il caso e' quello del presunto 'complotto'' ai danni di Silvio Berlusconi

Pubblicato in Cronaca il 28/07/2014 da Redazione
Patrizia D'Addario sarà risarcita con 55 mila euro perché diffamata. Lo ha stabilito il tribunale civile di Milano che ha condannato la Arnoldo Mondadori Editore, Giorgio Mulè e Giacomo Amadori, direttore e giornalista di Panorama, per tre articoli pubblicati nel febbraio 2010 intitolati “Operazione D”, “Complotto in 3 mosse”, “I vizietti di Patrizia”, sul presunto ''complotto'' ai danni dell'allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con il quale D'Addario disse di aver trascorso un “dopo-cena”. ''Gli autori - ricostruisce il tribunale - intendevano accreditare la tesi che l'incontro tra Patrizia D'Addario e Berlusconi e l'emersione della vicenda sul piano mediatico nazionale ed internazionale (le feste nelle residenze dell'ex premier, ndr) non fossero frutto di una mera serie di coincidenze o di casualita', ma costituissero il prodotto di una preordinata manovra politico-giudiziaria da parte del milieu politico, professionale e mediatico legato al partito avversario dell'allora capo del governo'', i quali ''attraverso l'ausilio della D'Addario, a tal fine prezzolata, avevano creato le occasioni per la realizzazione degli incontri mercenari al fine di montare un caso mediatico-giudiziario-politico contro l'ex capo di governo''.
Secondo il Tribunale ''non può dirsi raggiunta la prova della sussistenza del complotto'' e di presunte ''indagini riservate da parte dei vertici dell'ufficio inquirente di Bari, indagini - scrive il giudice nella sentenza - rivelatesi essere, in realta', inesistenti''.

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