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Trani: truffa derivati, indagati i vertici di Bnl

Al Presidente del Cda Abete ed altre 15 persone notificato avviso di conclusione delle indagini

Pubblicato in Cronaca il 23/01/2014 da Redazione

Il presidente del Cda di Bnl, Luigi Abete, il vicepresidente, Sergio Pietro Erede, e l'Ad nonché direttore generale, Fabio Gallia, sono indagati a Trani per concorso in truffa per aver predeterminato le condizioni per la negoziazione di contratti derivati ritenuti truffaldini. Ai 3, e ad altre 13 persone, è stato notificato l'atto fine indagine. I contratti secondo il Pm Michele Ruggiero erano dannosi per i clienti e favorevoli solo per Bnl. 

Nell'avviso che De Ruggiero ha fatto notificare oggi ai vertici Bnl ha scritto in un passaggio: "'nonostante le anomalie e le irregolarità rilevate' nelle ispezioni compiute da Bankitalia e Consob e portate a conoscenza del management della banca, hanno omesso - secondo l'accusa - di 'adottare tempestivamente e proficuamente delibere, iniziative, procedure e tutti gli atti necessari a garantire l'effettivo rispetto' della normativa esterna e interna in tema di strumenti finanziari derivati e sulla correttezza delle modalità di vendita dei prodotti".

Sempre il pm De Ruggiero, nei giorni scorsi, a conclusione di un'altra indagine sui derivati, ha fatto notificare l'atto di fine indagine al presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo, Giovanni Bazoli, all'ex ad della banca ed ex ministro Corrado Passera, e ad altre 13 persone. L'inchiesta sul management di Bnl è relativa alla ingegnerizzazione e conseguente vendita di derivati swap ad un imprenditore pugliese operante nel settore della ristorazione che aveva contratto con Bnl un mutuo da 3 milioni di euro.

Per l'accusa, il derivato nocivo fu fatto sottoscrivere al cliente (contestualmente al mutuo) con l'inganno, in quanto sarebbe servito (ma solo a parole) a proteggere l'imprenditore dalle oscillazioni del tasso variabile a cui era stato ancorato il finanziamento. In realtà - sempre secondo il pm - il derivato (destinato ad una clientela esperta) era strutturato in modo tale da essere speculativo, quindi rischioso e dannoso per il cliente (totalmente privo di esperienza in prodotti finanziari) e favorevole solo per la banca. Le perdite del derivato e la risoluzione anticipata del contratto swap - secondo le indagini - procurarono al cliente 'Malo srl' perdite per circa 592 mila euro.



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