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GiULiA-giornaliste chiede la liberazione di Gabriele Del Grande: 'Contro il silenzio di cronaca come arma di repressione'

La rete nazionale delle giornaliste unite libere e autonome: 'Non ci fermeremo, nelle galere del regime di Ankara restano comunque e ingiustamente detenuti oltre 150 colleghi turchi'

Pubblicato in Cronaca il 21/04/2017 da Redazione

“Abbiamo protestato contro il ‘sequestro’ di Gabriele del Grande da parte delle autorità turche. In Fnsi, nel Congresso statutario, nelle redazioni, sui media e nelle piazze stiamo chiedendo a gran voce la sua liberazione. E andremo avanti sino a quando Gabriele non verrà rilasciato, ma non ci fermeremo lì, perché nelle galere del regime di Ankara restano comunque e ingiustamente detenuti oltre 150 colleghi turchi”. È quanto dichiara la nota dell’associazione GiULiA, la rete nazionale delle giornaliste unite libere e autonome.

“Tuttavia come giornaliste – continua il comunicato - e dunque come donne sentiamo di avere un ulteriore motivo per batterci in difesa della libertà d’informazione e per la trasparenza degli atti pubblici, cani da guardia di tutti i diritti civili e democratici. Perché è nell’ombra e nel silenzio che si compiono le grandi e le piccole prepotenze: tanto le ingiustizie di stato quanto le discriminazioni sociali, quanto le prepotenze di genere o di etnia, quanto le violenze in famiglia...

Perché da sempre i regimi patriarcali e quelli autocratici, che di fatto coincidono e che purtroppo stanno rialzando la testa in molti paesi, hanno espressamente negato diritti alle donne nonché assolto violenze e marginalizzazioni in nome del "superiore bene" di Famiglia e Patria (tutte con la maiuscola, naturalmente...)”.



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