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Foggia, inneggiava all'Isis su Facebook e nascondeva un'arma: fermato un tunisino

L'operazione denominata 'Barakaat' ha permesso di rintracciare ed espellere anche il fratello dell'arrestato

Pubblicato in Cronaca il 19/05/2017 da Redazione

Una operazione antiterrorismo coordinata dalla Dda di Bari ha portato all'esecuzione di due diversi provvedimenti nei confronti di due fratelli tunisini residenti a Foggia. Uno di loro è stato sottoposto a fermo per apologia di terrorismo e detenzione di armi. Al fratello, rintracciato a Padova, è stato notificato un decreto di espulsione.

L’operazione denominata “Barakaat”, tesa a prevenire e debellare il fenomeno dei cosiddetti lupi solirari ispirati al Daesh/Issis, è partita dopo le indagini avviate nel 2016 e dirette dalla Procura Distrettuale di Bari, con il supporto della Procura della Repubblica di Foggia. In manette è finito il tunisino Kamel Sadraoui, 34enne regolarmente residente in Capitanata, accusato di apologia del terrorismo.

Avvalendosi di sofisticate tecniche di monitoraggio del web, in particolare dei social media, gli investigatori hanno documentato come il cittadino tunisino fosse impegnato in attività di propaganda dello Stato Islamico tramite la pubblicazione su Facebook di video e post di esaltazione delle azioni compiute dalle milizie della stessa formazione terroristica.

Sadroui peraltro, era solito accompagnare i documenti di propaganda con la frase “Lo Stato Islamico sopravvivrà”.

Nel medesimo contesto è stato accertato che l’estremista tunisino, durante una conversazione, aveva esaltato la figura dell’attentatore dei mercatini di Natale di Berlino.

Pertanto, all’esito delle indagini – che hanno anche documentato la detenzione illegale da parte dell’indagato di un’arma da fuoco – l’8 febbraio 2017 gli uomini dell’Antiterrorismo della Polizia di Stato hanno eseguito il fermo disposto dal Procuratore distrettuale di Bari nei confronti dell’internauta tunisino per il reato di apologia del terrorismo.

Alle fasi operative, nel cui ambito sono state effettuate anche alcune perquisizioni nel foggiano, hanno preso parte anche i reparti speciali della Polizia di Stato - Nocs, in ragione del profilo di pericolosità del Sadraoui, desumibile dalla detenzione di una pistola e dai suoi collegamenti con ambienti legati alla criminalità locale, oltre che dai suoi contatti sul web con soggetti attestati su posizioni filo-jihadiste.

Nel corso dell’attività investigativa è emersa anche, quale figura di interesse, quella del fratello del fermato, S.B di anni 32, titolare di permesso di soggiorno per motivi di lavoro emesso dalla Questura di Foggia, il quale aveva manifestato nel web analoghe posizioni filo-jihadiste.

Quest’ultimo, rintracciato l’8 maggio scorso dai poliziotti della DIGOS di Padova, è stato poi espulso il successivo 13 maggio, perché pericoloso per la sicurezza, in esecuzione di provvedimento emesso dal Prefetto di Padova sulla base degli elementi informativi acquisiti a suo carico nelle indagini baresi.



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