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Xyella, ricercatori del Cnr e dell'Università di Bari scoprono nuova specie di ulivo resistente al batterio

il presidente del Cnr, Massimo Inguscio: 'Questa scoperta rafforza le speranze di salvare l'olivicoltura'

Pubblicato in Cronaca Sviluppo e Lavoro il 18/04/2017 da Redazione

Una nuova varietà di ulivo resistente alla Xylella Fastidiosa, il batterio che ha messo in ginocchio migliaia di alberi pugliesi, è stato scoperto dai ricercatori del Cnr in collaborazione con l’Università di Bari e con il Centro di ricerca Basile Caramia.

"Questa scoperta - spiega il presidente del Cnr, Massimo Inguscio - rafforza le speranze di salvare l'olivicoltura, ora gravemente minacciata, nelle aree interessate dal batterio, ed è l'ulteriore dimostrazione del contributo che il Cnr, impegnato in prima linea fin dalla prima identificazione del patogeno, sta dando alla ricerca di soluzioni concrete e di grande impatto sull'economia, sull'occupazione, e sulla salvaguardia del territorio".

La scoperta, appena pubblicata sull'ultimo numero de L'Informatore Agrario, segue quella della resistenza della cultivar ‘Leccino’ per la quale lo stesso team aveva pubblicato a giugno dello scorso anno un’analisi di trascrittomica sulla rivista internazionale BMC Genomics. Nei giorni scorsi l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, consulente scientifico della Commissione Europea, ha pubblicato un rapporto in cui si conferma che il ‘Leccino’ e la cultivar FS-17 sono tolleranti alla Xylella.

"Sono attualmente già circa 300 le cultivar di ulivo in sperimentazione, numero non esaustivo ma certamente significativo rispetto all'ampiezza del germoplasma olivicolo mediterraneo", spiega Francesco Loreto, direttore del Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr. "È una ricerca su cui sono concentrate le attenzioni e le speranze non soltanto degli olivicoltori Italiani e di tutti i paesi olivicoli del Mediterraneo, ma anche di Nord Africa, Sud Africa, fino alle lontane Argentina, Cile e Australia".



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