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Omicidio Scazzi, Michele Misseri scrive alla mamma di Sarah: 'Perdonami, sono stato io'

Dopo una confessione iniziale durante la quale Michele Misseri si autoaccusò dell’omicidio e indicò il luogo in campagna in cui aveva nascosto il corpo

Pubblicato in Cronaca il 13/06/2018 da Redazione

Ancora una volta Michele Misseri, il contadino di Avetrana, dopo diversi cambi di versione, torna ad autoaccusarsi dell’uccisione di sua nipote Sarah Scazzi, nel tentativo di scagionare sua moglie Cosima e sua figlia Sabrina che stanno scontando l’ergastolo per l’omicidio.

Misseri, anche lui in carcere perché condannato ad otto anni di reclusione per l'occultamento del cadavere di Sarah, lo ha fatto in una lettera inviata dalla prigione alla mamma della ragazzina uccisa nell’agosto del 2010, con la quale chiede perdono per quello che dice di avere fatto.

“Cara Concetta - scrive tra l’altro Misseri alla mamma di Sarah - perdonami, perdonami, perdonami per quello che ho fatto a Sarah. Sono stato io. Tua sorella Cosima e Sabrina sono innocenti! Lo capiresti subito se le vai a trovare, non dare retta agli avvocati bugiardi!”.

Dopo una confessione iniziale durante la quale Michele Misseri si autoaccusò dell’omicidio e indicò il luogo in campagna in cui aveva nascosto il corpo, l’uomo cambiò versione gettando la responsabilità su sua moglie Cosima e sua figlia Sabrina, per poi cambiare nuovamente idea tornando ad autoaccusarsi.



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