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Basilicata, professoressa universitaria vince causa contro Eni: la società di energia l'aveva querelata per diffamazione

Il tribunale di Roma ha rigettato la richiesta di risarcimento di 5 milioni di euro avanzata dalla multinazionale

Pubblicato in Cronaca il 12/08/2017 da Redazione

Davide ha battuto Golia. Una professoressa dell’Università della Basilicata ha vinto la causa contro Eni che l’aveva querelata per diffamazione. Tutto è partito da una ricerca condotta da Albina Colella, professoressa ordinaria, sulle acque sotterranee ricche di idrocarburi e gas affiorate nel 2011 a Montemurro, a poco più di 2 chilometri dal pozzo di reiniezione di scarti petroliferi di Costa Molina 1 in Val d’Agri. Secondo lo studio, le acque mostravano diverse affinità con i reflui di scarto petrolifero.

La società produttrice di energia aveva quindi querelato la professoressa, chiedendo un risarcimento di circa 5 milioni di euro. Il tribunale di Roma però ha rigettato la richiesta, dando ragione all’esperta e sancendo la legittimità dell’informazione scientifica. 



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