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Acquisto palazzi via Brenta a Lecce, assolta l'ex sindaca Adriana Poli Bortone

L'ex prima cittadina commenta la sentenza: 'Esito che mi rinfranca rispetto al tanto fango che mi è stato gettato addosso nell'arco degli ultimi anni'

Pubblicato in Cronaca il 12/03/2018 da Redazione

L'ex sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone è stata assolta "perchè il fatto non sussiste" con altri sette imputati dal Tribunale di Lecce dalle accuse di peculato e tentato peculato nel processo sull'acquisto in leasing dei palazzi di via Brenta, attuale sede del polo della giustizia civile. Per l'accusa di abuso d'ufficio è intervenuta la prescrizione. Nel processo erano imputati esponenti dell'amministrazione dell'epoca tra cui Massimo Buonerba, ex consigliere giuridico di Poli Bortone, e Giuseppe Naccarelli, dirigente del servizio finanziario del Comune di Lecce assolto anche dall'accusa di falso. Per Poli Bortone il pm aveva chiesto la condanna a sei anni. L'accusa ruotava attorno ad un controverso procedimento che nel 2005 portò il Comune, in assenza di una specifica delibera, a trasformare con la società milanese Selmabipiemme il contratto di affitto dei due immobili di via Brenta, in un'operazione di leasing ad un prezzo giudicato dalla procura non congruo.
   

"Da persona delle istituzioni – ha dichiarato l’ex sindaca - ho sempre avuto fiducia nella giustizia e non ho mai contestato, in alcun modo e in alcun tempo, il suo operato. Ora non posso che essere lieta di questo esito che mi rinfranca rispetto al tanto fango che mi è stato gettato addosso nell'arco degli ultimi anni”. 



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