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Bari, sit-in dopo l'aggressione alla giornalista Rai. Laforgia: 'Le questioni delle periferie riguardano tutti'

Il candidato LeU a margine della manifestazione: 'No a simboli e bandiere, contento che abbiano risposto in tanti'

Pubblicato in Cronaca il 12/02/2018 da Redazione

“Chi lavora onestamente e per il bene delle periferie deve vedere la nostra presenza e avere il nostro sostegno: le mafie prosperano dove i cittadini sono lasciati soli. Per questo abbiamo lanciato la manifestazione”. Lo ha detto il penalista barese Michele Laforgia, candidato indipendente alla Camera per ‘Liberi e Uguali’, a margine della manifestazione di solidarietà organizzata dopo l’aggressione subita dalla giornalista del Tg1 Maria Grazia Mazzola da parte della moglie di un boss del rione. L’idea del sit-in, che si è tenuto ieri nella piazza antistante la chiesa del Redentore, nel cuore del quartiere Libertà di Bari, era stata lanciata subito dopo l’aggressione e ha subito raccolto consensi e adesioni.

“Abbiamo deciso di partecipare senza simboli, senza bandiere e senza pubblicità elettorale. Accanto a Libera e alla Federazione della Stampa, che hanno raccolto il nostro appello promuovendo la manifestazione, alla quale hanno partecipato anche il Sindaco e altri candidati. Noi siamo soddisfatti, più di quelli che hanno inveito contro la strumentalizzazione a scopo elettorale. Loro sono rimasti a casa. Noi invece siamo qui, e non ce ne andremo” ha detto Laforgia. “C’è bisogno di coinvolgere l’intera città, c’è ancora tanto lavoro da fare. Non bisogna ricordarsi delle periferie solo quando succedono eventi drammatici, ma ovviamente non si può passare oltre quando i fatti avvengono, anche in campagna elettorale. Se la politica non parla di queste cose, di cosa dovrebbe parlare?”.



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