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'Grazie Dottore': la nuova vita di Giovanni, fresco di laurea in Medicina, che ha imparato a camminare da solo

Una vita indipendente oltre la sedia a rotelle, c'è anche un progetto della Regione Puglia

Pubblicato in Cronaca il 09/08/2017 da Alessandra Rizzi
Giovanni Ricciardi

La storia di Giovanni Ricciardi parla di speranza e di coraggio, ma anche di immensa sofferenza e di tutte le difficoltà che un bambino prima, un ragazzo ed un giovane uomo poi, insieme alla sua famiglia, è riuscito ad affrontare e superare.
Intorno ai tre anni, quando Giovanni non parlava e non camminava, i medici comunicarono a lui ed alla sua famiglia che la situazione non sarebbe mai cambiata a causa di una grave malattia da cui era affetto. E la sua esistenza in effetti sembrò essere segnata per sempre fino al giorno in cui, 16enne, trovò la "forza" e la "volontà" di lottare per non dipendere per sempre da quella sedia a rotelle. Furono giorni durissimi e lunghissimi, ma la storia di oggi ci racconta di un uomo straordinario che ha fatto di ogni piccola conquista una vittoria memorabile. D'insegnamento per tutti.  

Questa nuova storia è straordinaria e parla di nuove sfide. Nella sua città, Nella sua Puglia. Insieme ad una sedia a rotelle che utilizza solo per lunghi tratti perchè abitualmente cammina da solo con l’ausilio di un bastone, guida una macchina adatta alle sue esigenze e recentemente si è laureato in Medicina, trascorrendo gli ultimi tre anni del corso di laurea da solo in una residenza universitaria. In autonomia, grazie al Progetto di Vita Indipendente della Regione Puglia che negli ultimi anni ha permesso a ben 250 persone con diverse disabilità di poter raggiungere un sufficiente grado di autosufficienza e intraprendere una vita non più basata sull’assistenza e sul sussidio. 


D: Giovanni, sei di grande esempio per i giovani della nostra regione. La dimostrazione che con il supporto giusto ed una grande forza di volontà, si possono raggiungere obiettivi inaspettati superando la disabilità. Quali sono stati i maggiori ostacoli da superare?
R: La prima difficoltà è stata la scelta della sede dell’Università. Ho scelto Foggia perché da Lesina potevo raggiungere da pendolare la facoltà, partendo ogni giorno alle 6:00 di mattina per arrivare dopo circa un’ora e mezza a destinazione. Fare il pendolare per me è stato molto difficile non solo perché arrivavo a lezione già stanco ma perché, dovendo poi rientrare a casa la sera, non avevo modo di vivere anche la dimensione della vita universitaria, che non è fatta solo di lezioni e studio. La svolta è poi arrivata con il Progetto di Vita Indipendente della Regione Puglia, grazie al quale sono riuscito a organizzarmi in maniera autonoma e a vivere a Foggia in una residenza universitaria, scoprendo così quanto fosse bello e divertente vivere insieme ai colleghi di corso.
Questi primi miei 25 anni sono stati molto difficili e in alcuni momenti critici. Ho sofferto tanto. Ma ora sono contento e sicuramente devo moltissimo ai miei genitori che con ancor più tenacia di me hanno combattuto ma soprattutto ci hanno creduto.

D: In che modo ti ha aiutato il Progetto di Vita Indipendente della Regione Puglia?
R: La mia disabilità mi impedisce di fare tante piccole cose necessarie quando ci si sveglia, tipo preparare il caffè, vestirmi, organizzarmi nella cura personale. Sono piccole cose, ma che nell’insieme generano una complessità difficile da gestire. Con l’ausilio del Progetto Pro.Vi ogni mattina un assistente veniva da me per aiutarmi a svolgere queste piccole mansioni. Fatte queste, poi sono autonomo. Sono grato alla Regione per l’impegno e l’attenzione che ha messo nei confronti di queste problematiche. Passare dall’assistenza all’autonomia è sicuramente un grande successo delle politiche sociali della Regione che sta permettendo a tante persone di svolgere una vita normale, in autosufficienza.

D: Quali sono i progetti per il futuro?
R: Per il momento riposo. Poi devo aspettare un anno per tentare l’esame della specialistica. A me piacerebbe specializzarmi in Igiene, ma vediamo. Ho imparato che programmare e fare piani spesso non serve a niente perché tutto può cambiare e che in alcuni casi ci sono molti imprevisti. Per fortuna spesso sono piacevoli, come è capitato a me. Mi dicevano che non avrei mai camminato e ora guido un’automobile tutta mia.

Sono circa 250 i progetti di vita indipendente ad oggi finanziati dalla Regione Puglia e ogni progetto, del valore di 15.000€, viene calibrato in base alla specifica disabilità del destinatario. “L’obiettivo principale dei progetti di vita indipendente è superare la logica dell’assistenza e del sussidio e lavorare sulla reale autonomia del disabile”. spiega la dirigente regionale del Dipartimento Promozione della salute e del benessere sociale Annamaria Candela”- “Prima che in Giovanni ci siamo imbattuti nella determinazione dei suoi genitori che ci hanno posto la necessità di investire in progetti di connettività sociale per disabili. Questo perché spesso le difficoltà non sono rappresentate solo da barriere architettoniche, ma molte persone hanno difficoltà a comunicare o usare mezzi informatici. E così acquistammo postazioni informatiche accessibili a persone con diverse disabilità. Successivamente abbiamo incrociato Giovanni e la sua determinazione di vivere la propria vita in maniera autonoma. La Regione Puglia ha di fatto finanziato un progetto che Giovanni si è costruito da solo, con la sua tenacia e i suoi sogni. Un progetto importantissimo perché ha migliorato non solo la qualità della vita di Giovanni ma anche quella della sua famiglia”.



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