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D'Ambrosio Lettieri su Giuliana Sgrena a 'Il Libro Possibile'

'Ha offeso i nostri marò, chieda scusa. Dalla terra di Latorre e Girone non vi può essere silenzio'

Pubblicato in Cronaca il 09/07/2014 da Redazione
Sconcerto, imbarazzo e vergogna verso i familiari di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per la presenza di Giuliana Sgrena tra gli ospiti della XIII edizione del Festival Il libro possibile al via a Polignano a mare: con questo incipit il sen. d'Ambrosio Lettieri scrive una lettera aperta alla direttrice artistica della kermesse, Rosella Santoro per accendere i riflettori e mantenere alta l'attenzione sul caso dei nostri marò, da oltre due anni detenuti in India e destinatari più volte di pesanti affermazioni proprio da parte della scrittrice.
“Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, ci mancherebbe, ma quelle della signora Sgrena”, scrive d’Ambrosio Lettieri, “più che opinioni, sono offese. E di più: sentenze. Di condanna preventiva. La signora Sgrena, infatti, pacifista quanto basta, garantista a fasi alterne e paladina dei deboli e degli indifesi– mentre lei era difesa benissimo da un altro militare che le ha salvato la vita perdendo la sua, un eroe come Nicola Calipari - e dei diritti di tutti tranne che dei marò, ha già deciso che Latorre e Girone sono assassini e delinquenti, testuali parole. Non la sfiora il minimo dubbio che possano essere innocenti, come i nostri due marò si professano, né riflette sul male che queste parole possano aver fatto non solo ai nostri militari, ma anche ai loro familiari”.
“Massimiliano e Salvatore sono due militari italiani che facevano il proprio dovere, difendevano, in base a una legge internazionale, una nave mercantile dalle aggressioni dei pirati, agivano in acque internazionali e stanno vivendo questo supplizio con grande dignità e onore”, rammenta il senatore di FI, “non meritano tanta disattenzione proprio dalla loro terra, la Puglia”.
“Nessuno dimentica i due pescatori indiani che purtroppo hanno perso la vita, ma chi scambia la voglia di impunità con la richiesta di Giustizia lo fa in maniera dolosa”, incalza, “Noi vogliamo giustizia per i nostri due marò. Comunque la si pensi, i diritti sono diritti per tutti. E noi pensiamo che i diritti di Girone e Latorre siano stati profondamente lesi. E pensiamo anche che non può essere proprio la loro terra, la Puglia, a sfregiarli ulteriormente nella dignità ospitando allegramente chi ha pronunciato parole inaccettabili come quelle che ho riportato sopra, senza che neanche glie ne si chieda conto”.
“In questi giorni Latorre e la sua compagna hanno pubblicato su Fb dei puntini di sospensione. Emblematici di una solitudine che non può essere sopportata oltre. Di una indifferenza che mortifica la dignità di un intero popolo. Di un silenzio che non si può tollerare. Da eventi come quello che organizza con meritato successo da tredici anni nella nostra Puglia non mi aspetto altro silenzio, perché quella è una presenza che urla”, chiude d’Ambrosio Lettieri che aggiunge: “Mi auguro che almeno da questo autorevole palcoscenico la signora Sgrena voglia chiedere scusa ai marò e ai suoi familiari. Sarebbe un grande gesto di umiltà, certamente apprezzato”.