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I Genitori Tarantini scrivono ai neo ministri: 'Vogliamo giustizia, accettate la nostra richiesta di incontro'

Il comitato tarantino: 'Cercare di produrre ricchezza avvelenando ambiente e persone non fa di questa nazione quello che l’articolo 1 della Costituzione italiana recita'

Pubblicato in Cronaca il 08/06/2018 da Redazione

“Un’insana gara ha visto i governi degli ultimi anni affannarsi per inventarsi decreti legge su decreti legge pur di ottenere un unico obiettivo: tenere viva una produzione considerata “strategica” in una fabbrica ormai morta; dare ossigeno ad un cadavere, togliendolo ai vivi, fino ad annullare le libertà fondamentali e i diritti inalienabili dei cittadini per favorire un’attività ad altissimo ed insopportabile tasso di inquinamento letale. A tale scopo, la prevista immunità penale per i commissari governativi, estesa anche al prossimo acquirente privato, suona come la campana a morto per la Costituzione italiana”. È uno stralcio della lettera che il comitato ‘Genitori Tarantini’ ha inviato ai ministri della Giustizia, della Salute, dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico.

“Cercare di produrre ricchezza – continua la lettera - avvelenando ambiente e persone non fa di questa nazione quello che l’articolo 1 della Costituzione italiana recita. Le irreali giornate di vento da Nord-Ovest, dette “wind days”, costringono i cittadini di interi quartieri ad attenersi a prescrizioni e consigli che limitano le libertà individuali al solo scopo di non chiedere ai responsabili della produzione “strategica” di attenersi scrupolosamente alle leggi. Tenere le finestre chiuse, consigliare ad alcune categorie di persone di non uscire di casa, neppure per recarsi a scuola, deviare il traffico veicolare, far viaggiare solo autobus elettrici sono solo alcuni di questi consigli e prescrizioni. Perché il minerale di ferro che viene sollevato dal vento si vede. Diossine ed altri inquinanti sono invisibili, seppure molto più devastanti. E questi ultimi non hanno bisogno di vento per uccidere; uccidono indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. Il piombo nel sangue dei bambini, gli inquietanti e sospetti disturbi del neurosviluppo nei bambini che vivono nei quartieri a ridosso della zona industriale, e il naftalene nelle urine delle donne di Taranto sono solo alcuni esempi che dovrebbero farvi agire senza perdite di tempo”.

“Questo è solo parte di quello che sta succedendo da decenni; eppure, basterebbe una sola considerazione, un unico spot che illumina una realtà insopportabile: i genitori che piangono i figli che non ci sono più, da quelli appena nati a quelli un po’ più grandi, in un massacro che è, alla fine, la più grande offesa che un popolo possa fare a se stesso. Ogni maledetto giorno porta lutti insopportabili ai tarantini; ogni giorno di maledetta produzione avvelena i nostri cari. I nostri referenti non sono i tecnici dell’acciaieria, ma i medici e i pediatri. E proprio accompagnati da una delegazione di medici, vorremmo incontrarvi con urgenza, sollecitandovi una risposta in tempi brevi. In passato, la nostra richiesta di incontro non è mai stata presa in considerazione. Speriamo non vogliate percorrere la stessa triste strada. Quindi, quello che pretendiamo è solo quello che gli antichi latini predicavano: “Fiat iustitia ruat caelum”. Sia fatta Giustizia anche se i cieli cadono”.



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