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Dottoressa violentata a Bari, manca il braccialetto elettronico: il presunto aggressore resta in carcere

L’uomo è in carcere dal 14 novembre, anche se il 30 novembre il Tribunale del Riesame ne ha disposto la scarcerazione con concessione degli arresti domiciliari

Pubblicato in Cronaca il 06/12/2017 da Redazione

A distanza di cinque giorni da quando il Tribunale della Repubblica ha emesso un provvedimento di applicazione della misura degli arresti domiciliari, il provvedimento stesso non è stato eseguito per mancanza dei mezzi tecnici di controllo”. È quanto dichiarato da Filippo Castellaneta, avvocato difensore di Maurizio Zecca, il 51enne di Acquaviva delle Fonti accusato di aver perseguito e abusato una dottoressa della Guardia medica a Bari.  L’uomo è in carcere dal 14 novembre, anche se il 30 novembre il Tribunale del Riesame ne ha disposto la scarcerazione con concessione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Ad oggi il braccialetto elettronico non è ancora disponibile e quindi l’indagato resta detenuto in cella. “Tale inconveniente - dice l’avvocato - produce il risultato di far subire ad una persona la custodia cautelare più dura, mentre un giudice ha affermato che deve essergli applicata una misura più lieve”. 



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