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Brindisi, minaccia di diffondere immagini hard di dieci donne sul web: arrestato 33enne

Santo Calo' chiedeva una somma di denaro di 200-300 euro per evitare la pubblicazione degli scatti

Pubblicato in Cronaca il 05/07/2018 da Redazione

Ha estorto denaro a dieci donne minacciando di diffondere immagini hard sul web. I carabinieri della compagnia di San Donaci hanno arrestato Santo Calo’, 33enne di Torre Santa Susanna (Brindisi). L’uomo è accusato di sette estorsioni e tre truffe nei confronti di dieci donne residente in varie regioni del territorio nazionale.

 

Calo’ ha usato sempre lo stesso modus operandi: ha agito celando la propria identità sotto il nome di battaglia di “Emanuele”, presentandosi con un profilo rassicurante, sereno, che si attaglia ad  un individuo che vive in solitudine, in cerca di amicizia e di una storia sentimentale di lungo periodo. Sulla scorta di questa patina che si è abilmente costruito ha ordito la sua trama. In una circostanza si è presentato quale bancario e single per prospettarsi come figura stabile di uomo per conquistare la fiducia della vittima che gli ha inviato alcune foto che ritraevano le sue parti intime. Acquisite le foto come anche in tutte le altre circostanze, ha gettato la maschera ha rivelato le sue vere intenzioni formulando  sempre alle parti offese le stesse minacce con richiesta di denaro, facendo leva  sulla riservatezza che volevano mantenere  su quelle storie  e sulla paura e il senso di vergogna  che avrebbero altrimenti patito  nel caso di diffusione delle loro immagini raffiguranti le parti intime. Minacce finalizzate a conseguire somme di denaro di entità variabile tra i 200 e i 300€: “…se tieni al tuo pudore, al tuo lavoro puoi evitare di cadere nella vergogna 200 € e sparisco altrimenti metto foto e conversazioni su facebook…sarai lo zimbello del paese”. 

 

Tre tentativi di estorsione  non si sono concretizzati per le resistenze delle vittime che si sono sottratte al ricatto. Una minacciando l’estorsore che lo avrebbe denunciato e le altre due hanno trovato la forza per denunciarlo e far partire l’attività investigativa che ha interessato i Reparti dell’Arma delle località di residenza delle vittime in cinque regioni d’Italia oltre alla Puglia. 



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