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Qualità dell'ambiente, città pugliesi in fondo alla classifica: male Bari e Lecce, Brindisi penultima

Lo studio ha calcolato le qualità delle componenti ambientali e la capacità di risposta e di gestione ambientale delle amministrazioni comunali

Pubblicato in Ambiente il 30/10/2017 da Redazione

Le città pugliesi occupano gli ultimi posti della classifica italiana sulla qualità dell’ambiente. Il quadro dipinto dal rapporto ‘Ecosistema urbano’, lo studio di Legambiente e Ambiente Italia sulla salute dei capoluoghi di provincia pubblicato sul Sole 24 Ore, non è dei migliori.

Nella classifica generale, Foggia si colloca al 70° posto, Taranto al 71°, Bari al 75°, Lecce al 77° mentre Brindisi è penultima al 103°. Invece, i dati delle città capoluogo della provincia di Bat non sono stati presi in considerazione perché incompleti e in alcuni casi non pervenuti.

 Scendendo nel dettaglio, dall'esame dei tre indicatori sulla qualità dell'aria (Biossido di Azoto, PM10 e Ozono) la situazione rimane stabile a Foggia, mentre è in miglioramento a Bari. Il dato sulla dispersione dell'acqua dalla rete, ovvero la differenza tra l'acqua immessa e l'acqua consumata per usi civili, industriali e agricoli, conferma un panorama molto variegato: si passa dalla migliore performance di Foggia, anche quest'anno tra le sei città virtuose nella classifica nazionale, con l'11,2%, alla peggiore di Bari, con il 51,3%. Nel mezzo, Brindisi, Lecce e Taranto rispettivamente con il 26,4%, il 47,6% e il 44,3%. Da segnalare, però, il significativo peggioramento di Lecce, il cui dato di dispersione idrica aumenta del 20,4%. Per ciò che riguarda, invece, il consumo idrico domestico, è alto a Lecce con 151,9 litri pro-capite mentre è il più basso a Foggia con 119,8 litri, in linea con i dati dello scorso anno.  

Non diminuisce la produzione annuale pro capite di rifiuti urbani: anche quest'anno è Foggia il capoluogo che ne produce di meno, con 471 kg per abitante, con un dato comunque in aumento dell'8,5%; solo a Lecce diminuisce sensibilmente, passando da 609,9 kg a 516 kg per abitante all'anno (-15,4%). In miglioramento, invece, la raccolta differenziata in quasi tutti i capoluoghi, che però restano lontani dagli obiettivi di legge: Lecce passa dal 17% al 37% (+116,3%), Foggia dal 9% al 18% (+95,9%) e Bari dal 30% al 37% (+24%), mentre Taranto è fanalino di coda con il 16%.

Nel trasporto pubblico, si segnalano il miglioramento di Bari, dove il numero dei passeggeri trasportati annualmente per abitante aumenta del 20,8% (passando da 56 a 67), e il peggioramento di Foggia, dove i passeggeri scendono da 26 a 20 (-21,9%). Mentre sul tasso di motorizzazione, ossia il numero delle auto circolanti ogni cento abitanti, le migliori sono Bari e Taranto, mentre la peggiore è Lecce. Rispetto all'indice che misura il tasso di mortalità per incidenti stradali ogni mille abitanti, la migliore città pugliese è Taranto.

I 16 indicatori consentono di valutare tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale delle amministrazioni comunali. Quest’anno è stato inserito per la prima volta un indicatore relativo alla presenza di alberi in area urbana: dato che tutti i comuni sopra i 15mila abitanti sarebbero tenuti a contabilizzare, come previsto dalla legge 10/2013.

La “medaglia d’oro” va Mantova, regina italiana dell'ambiente. Sul podio ci sono anche Trento e Bolzano, 



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