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Uranio impoverito, il Parco dell'Alta Murgia chiede all'Arpa il monitoraggio dei poligoni

Il Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico, ha incontrato nei giorni scorsi la Commissione parlamentare sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito

Pubblicato in Ambiente il 30/03/2017 da Redazione

Il Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico, ha incontrato nei giorni scorsi la Commissione parlamentare sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito, presieduta dal Deputato Gian Piero Scanu. L’incontro è avvenuto nel corso di una visita ispettiva nei poligoni di addestramento delle Forze Armate in territorio pugliese e, quindi, anche nel poligono di Torre di Nebbia, situato nel territorio del Parco. All’incontro erano presenti anche i vertici della Brigata Pinerolo, principale utilizzatrice dei poligoni. Il Presidente Veronico ha rimarcato l’incompatibilità dei poligoni addestrativi con gli obiettivi di tutela della natura e del paesaggio e di sviluppo di attività ecocompatibili propri dei Parchi Nazionali. Tuttavia il quadro normativo vigente e la giurisprudenza costituzionale impongono alle Forze Armate ed agli Enti Parco di raggiungere accordi per la disciplina delle stesse esercitazioni. “In questo senso – ha sottolineato Veronico – il Parco Nazionale dell’Alta Murgia è all’avanguardia in Italia avendo sottoscritto con le FF.AA. un protocollo d’intesa, rivisto in melius per la tutela dell’area protetta proprio nei giorni scorsi e che ha portato ad una drastica riduzione delle giornate di esercitazione a fuoco soprattutto nel delicato periodo biologico primaverile. Un risultato che molti Parchi Nazionali cercano di raggiungere chiedendo informazioni e documenti al nostro Parco”.

Questa attività è anche il frutto dell’aver adeguatamente affrontato la questione in sede di Piano per il Parco con una normativa specifica nell’ambito delle Norme Tecniche di Attuazione.

“La visita della Commissione parlamentare di inchiesta sull’uso dell’uranio impoverito è un importante tassello nei delicati rapporti tra Parco e Forze Armate. Queste ultime – ha aggiunto Veronico – hanno assicurato che in nessun caso è stato utilizzato uranio impoverito nel corso delle esercitazioni nel territorio del Parco. Ad ogni modo – conclude Veronico – ho annunciato alla Commissione ed alle Forze Armate che l’Ente Parco attiverà con l’A.R.P.A. Puglia un accordo per il monitoraggio in tal senso nei poligoni nel territorio dell’area protetta. Su questo ho trovato d’accordo la Commissione d’inchiesta e le Forze Armate che hanno dichiarato la massima collaborazione”.

Gli sforzi effettuati dal Parco nell’articolare proficui rapporti con le FF.AA. per la tutela dell’area protetta rischiano però di essere in parte vanificati a causa delle modifiche che il Parlamento sta apportando alla Legge quadro sulle aree protette (L. n. 394/1991). Il Direttore del Parco – Fabio Modesti – ritiene, infatti, che “le modifiche proposte alla legge, soprattutto in sede di Camera dei Deputati, assegnano un ruolo centrale al Ministero della Difesa nell’istituzione di un’area protetta ed introducono norme che possono essere in contrasto con quelle vigenti derivanti dall’Ordinamento militare che hanno consentito finora un proficuo lavoro di accordo con le Forze Armate. Il rischio si palesa maggiore per le modifiche chieste dalla Commissione Difesa della Camera”. Il rischio concreto è che il contrasto tra le norme porti l’Amministrazione della Difesa a “congelare” i rapporti tra Ente Parco e FF.AA. in attesa di un chiarimento legislativo, a detrimento della tutela. “Basterebbe – aggiunge il Direttore Modesti – scrivere meglio le norme ed evitare ridondanze e contraddizioni. Ma l’inspiegabile fretta con cui si tenta di licenziare il testo di modifica della L. n. 394/1991 non aiuta”. 



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