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Goletta Verde salpa da Manfredonia e libera una tartaruga Caretta Caretta

Il marine litter tra le cause che mettono a rischio la conservazione di questa specie

Pubblicato in Ambiente il 26/07/2017 da Redazione

Un fenomeno di rilevanza globale che sta minacciando la salute del mare è il marine litter. Il problema dei rifiuti in mare, in gran parte plastica, ha effetti devastanti sulla biodiversità. Ripercussioni negative sull'ambiente, sull'economia, sulla fauna marina. Gli studi condotti da numerose organizzazioni in tutto il mondo delineano la plastica in mare come una vera e propria piaga che va ad aggiungersi alla lunga lista delle questioni ambientali che affliggono il nostro pianeta.

“Goletta Verde, nel concludere il suo tour pugliese a Manfredonia, ospite del Centro Velico Gargano, ha restituito al mare una tartaruga Caretta Caretta. L’abbiamo chiamata Pace ed è stata curata presso il nostro centro – commenta Giovanni Furii, responsabile del CRTM di Manfredonia – Qui, solo nel 2016, sono stati recuperati vivi 211 esemplari, diversi dei quali hanno espulso plastica. Intanto, proprio questa mattina, prima della liberazione, due pescherecci hanno consegnato al Centro di Manfredonia altrettanti esemplari catturati accidentalmente. La maggior parte delle tartarughe recuperate dal Centro Recupero Tartarughe Marine, infatti, è vittima di intrappolamento nelle reti da strascico, in circa il 97 % dei casi”.

Il Centro di Recupero Tartarughe Marine di Manfredonia è nato nell’ambito del progetto Life Natura Tartanet, finanziato dalla Commissione europea con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Attualmente il CRTM di Manfredonia partecipa al LIFE12 NAT/IT/000937 “Tartalife” Riduzione della mortalità della tartaruga marina nelle attività di pesca professionale. Con il progetto si intende ridurre la mortalità di Caretta caretta e dunque contribuire alla conservazione della specie nel Mediterraneo. Il Centro di Recupero di Manfredonia, attivo 24 ore su 24 tutto l’anno, si occupa della cura delle tartarughe marine in difficoltà, vittime di incidenti con attrezzi da pesca o collisioni con i motoscafi e del loro rilascio a mare una volta guariti.

“In Italia – dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde – la biodiversità sta rapidamente diminuendo anche a causa dell’inquinamento legato al marine litter che ha conseguenze sulla salute dei cittadini, sull’economia e sui settori come la pesca e il turismo. Per questo, anche quest’anno con la Goletta Verde, oltre a monitorare lo stato di salute del mare e delle coste, affronteremo tutte le criticità che incombono sul nostro ecosistema marino e costiero, a partire proprio dal marine litter che costa all’UE ben 476,8 milioni di euro l’anno, sensibilizzando le persone sui danni diretti e indiretti che i rifiuti in mare e spiaggiati, frutto della cattiva gestione dei rifiuti a monte ma anche dell’abbandono consapevole, causano in primis all’ecosistema e alla biodiversità”.

Tra gli animali più a rischio ci sono proprio le tartarughe marine. In particolare la Caretta caretta, la specie di tartaruga marina più diffusa nel bacino del Mediterraneo, è inclusa nella lista delle specie in via di estinzione della IUCN. Le stime fatte nel corso degli ultimi anni, nel Mediterraneo ogni anno sono oltre 130 mila le tartarughe marine della specie tartaruga Caretta caretta che rimangono vittime di catture accidentali da parte dei pescatori professionisti. Circa 70.000 abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre 40.000 restano intrappolate nelle reti a strascico e circa 23.000 in quelle da posta per un totale di 133.000 catture con oltre 40.000 casi di decesso (fonte tartalife.ue). Per quanto riguarda gli impatti negativi dei rifiuti marini, per tutte e sette le specie conosciute di tartaruga marina è stata documentata l’ingestione o l’intrappolamento in rifiuti marini, rappresentati da plastica per circa il 90%.

“Il problema delle microplastiche è serio e globale. Bisogna mettere in campo strategie di prevenzione, non solo limitando l’ingresso dei rifiuti in mare ma anche mettendo al bando le microplastiche nei cosmetici. Chiediamo con decisione che la proposta di legge, ancora ferma al Senato, possa diventare attuativa il prima possibile, come ad esempio in Francia e nel Regno Unito” conclude Eroe.

 

 



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