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Taranto, i Genitori Tarantini scrivono all'azienda e mostrano le lapidi dei bambini uccisi dall'inquinamento

'Il nostro dovrebbe essere il tempo del gioco, in casa e all’aria aperta, non certo il tempo della chemioterapia'

Pubblicato in Ambiente il 24/05/2018 da Redazione

“Cara AmInvestCo, cari sindacati; siamo i bambini di Taranto e vorremmo vivere”. Comincia così la lettera scritta dal comitato Genitori tarantini e inviata alla società che dovrebbe rilevare il siderurgico e alle sigle sindacali. I cittadini hanno allegato al testo le foto delle lapidi dei bambini che sono stati uccisi dall’inquinamento prodotto dall’Ilva.

“Il nostro dovrebbe essere il tempo del gioco, in casa e all’aria aperta, non certo il tempo della chemioterapia e delle giornate passate in letti d’ospedale, in giro per l’Italia – continua la lettera -. Nostro dovrebbe essere il diritto all’attenzione massima da parte delle Istituzioni tutte e di tutti gli uomini, non quella continua di dottori ed infermieri. A questi ultimi mai dovrebbe essere dato, nonostante tutto l’impegno profuso, di piangere sconfitte umane di enorme portata per assicurare a questa nazione un fantomatico P.I.L. prodotto sulla nostra pelle”.

“Noi, bambini di Taranto, siamo qui. Guardiamo con occhi commossi la bellezza che ci circonda e vediamo un futuro diverso. Lo immaginiamo fintanto che potremo farlo, fino alla nostra ultima e inutile chemio. Fino a che i nostri genitori, per quelli tra noi che non sono già orfani, vedranno le loro lacrime di paura trasformarsi in lacrime di certezza e ci vedranno, da quel momento, solo in una fotografia”.



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