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Salento, monitoraggio aree verdi: 'Tracce di Arsenico, Berillio e Vanadio nei campioni raccolti in 32 comuni'

I dati del progetto Geneo della Lilt Lecce: 'La contaminazione del terreno fa temere un ulteriore peggioramento della situazione epidemiologica nel prossimo futuro'

Pubblicato in Ambiente il 24/03/2018 da Redazione

Arsenico, Berillio e Vanadio. Sono alcune delle sostanze rilevate durante l’analisi di campioni di terra prelevati dai suoli di trentadue comuni del Salento. La ricerca è stata condotta dal professor Giuseppe Serravazza per la Lilt Lecce.

 

Nelle 9 aree selezionate sulla base del rischio oncologico (alto, intermedio e basso rischio) la valutazione della biodisponibilità nel suolo dei diversi contaminanti non ha rivelato una correlazione diretta e significativa tra situazione epidemiologica e contaminazione del suolo.

Diversamente dalle attese, invece, si è riscontrato in quasi tutte le 9 aree, e a prescindere dallo stato epidemiologico di ognuna di queste, una significativa presenza di alcuni contaminanti, quali l’Arsenico, il Berillio e, in misura minore, il Vanadio.

“La presenza e la concentrazione di questi metalli pesanti – si legge nel report del progetto Geneo - rivelano uno stato di contaminazione del suolo assolutamente non compatibile e non atteso per aree verdi”.

Per quanto riguarda l’Arsenico e le sue possibili sorgenti, è importante ricordare che la ricerca di pesticidi in tutte le 9 aree verdi è risultata negativa. L’analisi delle diverse diossine, furani e PCB, pur rivelando valori ampiamente nei limiti di legge, sembrano svelare possibili sorgenti di contaminazione, meritevoli di approfondimento. Infine, i test di biotossicità, ed in particolare quelli di genotossicità dei suoli, hanno rivelato in alcune aree una possibile correlazione tra inquinamento ambientale e situazione epidemiologica della popolazione.

 

“Il dato epidemiologico che oggi riscontriamo – si legge nella discussione della ricerca -  è conseguenza di una o più cause di tumore che hanno agito molti anni prima. Ne consegue, altrettanto, che un grave stato di inquinamento del suolo riscontrato oggi produrrà i suoi effetti epidemiologici tra alcuni anni”.

 

“Lo studio Geneo ha rivelato l’attuale preoccupante stato di contaminazione del suolo in molte parti del Salento: ciò fa temere un ulteriore peggioramento della situazione epidemiologica nel prossimo futuro. Pertanto, alla luce delle ben note emergenze ambientali gravanti nel nostro territorio, e sulla scorta della normale prassi seguita in tante altre Regioni del Nord, riteniamo non più rinviabile un intenso e costante monitoraggio ambientale (in particolare, del suolo, matrice-memoria di ogni inquinamento), a salvaguardia della salute delle popolazioni e per una corretta e sostenibile pianificazione dello sviluppo del territorio”.



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