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Nuovi focolai di Xylella in Puglia, gli agricoltori: 'Serve l’impegno di tutti affinché il batterio non si propaghi'

La Cia Puglia: 'Positiva l’apertura della Commissione Europea alla possibilità di reimpianto'

Pubblicato in Ambiente il 24/01/2017 da Redazione

La Xylella avanza senza aspettare i tempi della giustizia, della burocrazia, della politica e della ricerca. Altri cinque focolai del batterio sono stati ritrovati nelle province di Brindisi e Taranto.

“Questo conferma – spiega la Cia Puglia in una nota -  quanto importante fosse il monitoraggio, che è stato sospeso per quasi 9 mesi e che è ripreso subito dopo l’estate scorsa, e del quale più volte ne avevamo ribadito la necessità che venisse riattivato sul territorio.  La Xylella, dunque, avanza e minaccia seriamente la Piana degli ulivi millenari tra Carovigno e Monopoli ed anche il versante ionico della Puglia.  Al momento, grazie al monitoraggio disposto dalla Regione Puglia, non risultano altri casi più a nord, tranne quello di Ostuni, relativamente al quale l’albero era stato subito espiantato come le altre specie suscettibili presenti nel raggio di 100 metri”.
“Ecco perché – continua la nota - bisogna che le istituzioni preposte, insieme a tutti gli “attori” del territorio, si impegnino affinché il batterio non avanzi di un altro metro verso nord.
Ribadiamo con forza, inoltre, che non bisogna perdere altro tempo, che occorre condividere una nuova strategia per il futuro dei territori interessati dalla problematica, iniziando ad immaginare un nuovo modello di sviluppo del territorio.  Ben vengano i progetti di ricerca scientifica”.

“La Cia – Agricoltori Italiani di Puglia guarda con attenzione a tutti i progetti di ricerca in corso e si auspica che nel più breve tempo possibile la ricerca possa dare delle risposte, quanto meno per evitare il propagarsi della malattia, che se non contenuta rischia di interessare non solo tutta la Puglia ma anche tutta l’Italia olivicola, se si considera anche come il vettore si sposti a bordo di automezzi lungo le direttrici di transito degli stessi.

Giudichiamo, inoltre, positiva l’apertura della Commissione Europea alla possibilità di reimpianto di nuovi uliveti nell'area infetta da Xylella, cioè nei territori in cui il batterio risulta endemico.. Perciò ribadiamo con forza la necessità di rimuovere il divieto di impianto di nuovi uliveti nell’area infetta ed anche delle specie considerate suscettibili alla Xylella che potrebbero, se impiantate, rappresentare una alternativa alla produzione e al reddito degli agricoltori colpiti da questa emergenza”.



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