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Ambiente, il premio 'Maria Maugeri' a William Becker e Maria Panza

Il governatore Emiliano: 'Per essere il luogo che converte l'Italia e l'Europa a politiche giuste è necessaria la partecipazione della comunità'

Pubblicato in Ambiente il 22/10/2017 da Redazione

La prima edizione del “Premio Maria Maugeri” è stata vinta da William Becker, direttore esecutivo del Presidential Climate Action e ospite d’onore dell’evento, e da Maria Panza del WWF.

Grande partecipazione alla cerimonia che si è tenuta nel padiglione della Regione Puglia in Fiera del Levante, a Bari, alla presenza dei familiari di Maria Maugeri, il marito Michele Buono e le tre figlie, del presidente Michele Emiliano, il sindaco di Bari Antonio Decaro, Filippo Caracciolo, assessore alla Qualità dell’Ambiente, Barbara Valenzano, direttore del Dipartimento Ecologia, Grazia Francescato, ambientalista e giornalista, Giuseppe D’Amato direttore U.O. procreazione assistita Asl/Ba. A coordinare i lavori il giornalista Corrado Minervini. Il tema di quest’anno è stato “Cambiamenti climatici e strategia della decarbonizzazione”.

 

“Questo premio - ha detto Emiliano - ha il nome di Maria Maugeri, una delle personalità civili e politiche che si è battuta con maggiore intensità e con i migliori risultati nella difficile battaglia per l’ambiente. Lei ci ha insegnato come ragionare in maniera ambientale, a non pensare che un singolo politico possa essere l’alfa e l’omega delle politiche ambientali. Non a caso abbiamo scelto questo luogo, la Casa della partecipazione, per ricordare che il nostro programma – e quindi anche la proposta di decarbonizzazione della Puglia - è nata in campagna elettorale, nel corso di assemblee popolari composte da migliaia di pugliesi, prima ancora che io diventassi presidente”.

Emiliano ha ricordato che la Puglia ospita le due principali fabbriche alimentate a carbone di Europa (Ilva di Taranto e centrale Enel di Cerano): “La nostra proposta – ha detto - non prevede l’abbattimento del numero dei posti di lavoro, anzi, ci sono tanti modi per creare diversa occupazione, specie se consideriamo che sono italiani i brevetti italiani per la produzione di acciaio senza carbone. Ci siamo accorti che la decarbonizzazione è un elemento che mette in moto un meccanismo di competitività, cioè è parte del capitalismo. Se l’Italia decidesse di investire sulla decarbonizzazione della più grande acciaieria di Europa sarebbe molto più facile pretendere la protezione fiscale dei nostri prodotti carbon free sui mercati europei. E probabilmente i proprietari delle acciaierie europee sarebbero indotti rapidamente a cambiare i loro sistemi produttivi. Ne deriverebbe per noi un vantaggio competitivo di lungo periodo, oltre all’abbassamento dei livelli di Co2 e inquinamento. Il carbone a Taranto porta le polveri sottili, che fanno più morte di ogni altra cosa. In tutta Italia sono centinaia le vittime a causa delle polveri sottili. Noi dobbiamo fare politica per convincere una larga fetta della popolazione che possiamo cambiare sistema produttivo riducendo l’uso del carbone. La legge inglese lo ha fatto, e prevede il superamento dell’uso del carbone nell’arco di 25 anni. La politica deve guidare i processi industriali non subirli”.

 

“Quando Maria Maugeri – ha aggiunto - cominciò le sue battaglia le dicevano non ci riuscirai mai, non riuscirai mai a demolire Punta Perotti, a lottare contro l’amianto. Lei in qualche modo c’è riuscita grazie a voi. Questo non dimenticatelo. Ci siamo riusciti tutti insieme, studiando, approfondendo le cose, non considerando nessuno un nemico. Anche con l’aiuto dei media, insomma, attraverso una spinta generale della comunità. Il cambiamento climatico lo fermiamo costruendo una comunità, condividendo le decisioni dal basso, coinvolgendo tutti”.

 

“E invece al tavolo Ilva non vogliono la Puglia, perché su questi temi sin dall’inizio abbiamo avuto un’idea chiara. L’unica compensazione sensata per l’arrivo dei gasdotti in Puglia è darci il gas a prezzo ridotto che consenta di decarbonizzare l’Ilva e la centrale Enel e di trovare un sistema di transizione che riduca polveri sottili, benzopirene e diossina. Possiamo farlo e innescare un cambiamento in Europa. Nel 2004 – ha concluso Emiliano - la prima cosa che facemmo insieme con Maria Maugeri fu cambiare il destino della ex Fibronit di Bari. Avevamo dei sogni e abbiamo lavorato per realizzarli. Oggi come allora vogliamo essere quel luogo che converte l’Italia e l’Europa a politiche giuste. Non ci arrenderemo, ma da solo da non posso farcela, c’è bisogno della partecipazione di tutti”.

 



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