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Xylella, l'appello della Cia Puglia: 'Il batterio è alle porte di Bari, bisogna fermarlo'

L'incontro nella sala convegni del comune di Palo del Colle: “Procedere velocemente con le eradicazioni”

Pubblicato in Ambiente il 21/05/2018 da Redazione

La Xylella è alle porte di Bari, bisogna fermarla. Questo l’appello lanciato dalla Cia Puglia in un incontro a Palo del Colle, durante il quale sono stati illustrati i comportamenti che gli agricoltori e le istituzioni devono adottare per evitare il diffondersi del batterio. All'incontro è intervenuto Giuseppe Denoia del direttivo provinciale CIA Levante: “ Auspico senso di responsabilità da parte degli agricoltori e delle istituzioni”, ha detto Denoia, “dobbiamo rendere difficile la vita al batterio che inesorabilmente sta avanzando verso il nord della Puglia ed è ormai alle porte della provincia di Bari. Occorre un impegno unitario per il riconoscimento dello stato di calamità a seguito delle gelate che a fine febbraio hanno colpito la provincia di Bari con gravi danni, anche strutturali, soprattutto alle colture arboree e agli oliveti in particolare”. Giuseppe Calemma, olivicoltore di Palo del Colle e attivista della Cia, ha chiesto all'amministrazione comunale l'istituzione di un tavolo tecnico composto da tecnici, ricercatori e organizzazione per dare una corretta informazione. Per aiutare l'amministrazione comunale a effettuare gli interventi di manutenzione per la pulizia delle aree pubbliche, è stato proposto di fare delle convenzioni tra comune e imprenditori agricoli in attuazione della legge di orientamento (decreto legislativo 228 del 2001). Per Felice Ardito, presidente provinciale CIA Levante, “la Cia sin dalle prime notizie del diffondersi dell'infezione, si è dichiarata favorevole alla immediata eradicazione delle piante infette e alla attuazione delle misure volte a contenere il diffondersi  del batterio. In merito alle gelate del mese di febbraio, i danni sono notevoli, in molti casi si tratta di danni strutturali, di interi impianti per i quali sarà necessario ricostruire ex novo, motivo per cui chiediamo l'individuazione di misure e fondi straordinari per la ricostituzione degli impianti. Se si tiene conto che un ulivo, per andare in piena produzione, ha bisogno di almeno 6-7 anni, dobbiamo mettere nelle condizioni gli agricoltori di poter andare avanti. I repentini cambiamenti climatici rendono ormai la legge 102/2004 superata. Occorre un sistema assicurativo, alimentato dalla Pac e dalla fiscalità generale, che consenta alle imprese agricole di sopravvivere alle calamità e alle crisi di mercato. Un sistema assicurativo accessibile e semplice da attivare. L'assessore all'Agricoltura del comune di Palo Vito Savino ha accolto le proposte avanzate nel corso dell'incontro e ha evidenziato le difficoltà degli enti locali per effetto della scarsità delle risorse finanziarie. 



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