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Statte, tracce di arsenico e mercurio nei terreni. Il sindaco: 'Cinque milioni di euro per bonificare il territorio'

La ASL di Taranto ed il Comune hanno predisposto una ordinanza che impone comportamenti e divieti ferrei, come ad esempio il divieto di aratura e di produzione primaria di alimenti

Pubblicato in Ambiente il 20/10/2017 da Redazione

Arsenico, mercurio, Ipa, diossine e PCB. Sono alcune delle sostanze inquinanti ritrovate nei terreni di Statte, piccolo comune alle porte di Taranto. A rendere noto il ritrovamento è stato il sindaco Franco Andrioli e l’assessore all’Ambiente Angelo Miccoli. La ricerca è stata realizzata tra il 2014 e il 2015 su 150 ettari di terreno: sotto la lente di ingrandimento aree agricole e la gravina di Leucaspide.

“Sulle aree interessate occorrerà procedere con misure di bonifica e di prevenzione per la salute che il Comune di Statte ha già programmato – chiarisce il sindaco – con interventi di caratterizzazione di dettaglio che potrebbero ridurre l’estensione delle aree al momento oggetto della nostra attenzione e un programma di bonifiche che stiamo candidando in Regione per 5 milioni 875 mila euro”.

La ASL di Taranto ed il Comune infatti hanno predisposto una ordinanza che impone comportamenti e divieti ferrei, come ad esempio il divieto di aratura, di dissodamento e di ogni altra operazione che comporti il contatto dermico con il terreno stesso o l’inalazione di polveri da esso provenienti o il divieto di asportazione e scavo di terreno dalla zona; il divieto di utilizzo a scopo ricreativo. Gli organi tecnici della ASL hanno prescritto il divieto di produzione primaria di alimenti e mangimi di qualsiasi natura (vegetale, animale o minerale) compreso il pascolo, salvo deroghe documentate e subordinate alla garanzia di salubrità che dovranno essere attestate con accertamenti analitici eseguiti in laboratori autorizzati e con prove accreditate.
L’ordinanza impone alla popolazione ed agli agricoltori di condurre attività che possano provocare e causare il sollevamento di polveri e la formazione di aerosol durante la fruizione dei luoghi.
L’ASL nel coadiuvare e supportare il Comune nella predisposizione dell’Ordinanza ha tenuto a precisare che il principio di massima precauzione in materia di sicurezza alimentare imposto dalla normativa europea e nazionale, obbliga l’adozione di misure atte a ridurre o eleminare il rischio sanitario connesso alla ingestione di alimenti potenzialmente tossici o comunque nocivi.


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