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Goletta Verde, Puglia terza regione italiana per numero di infrazioni sulle coste

Nel 2015 la nostra regione era al quinto posto. Sul podio ci sono anche Campania e Sicilia

Pubblicato in Ambiente il 19/06/2017 da Redazione

È partita da La Spezia l’edizione 2017 di Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente, che dal 18 giugno al 12 agosto, navigherà lungo la Penisola per monitorare le qualità delle acque marine ma anche per anche per denunciare le illegalità ambientali, l’inquinamento, la scarsa e inefficiente depurazione dei reflui, le trivellazioni di petrolio, le speculazioni edilizie e la cattiva gestione delle coste italiane.
Un viaggio composto da 21 tappe con arrivo finale il 12 agosto a Lignano Sabbiadoro (Ud), che quest’anno diventa ancor più prezioso e importante dopo la conferenza mondiale degli Oceani all’Onu dove Legambiente ha partecipato presentando un focus sul Mediterraneo, tra i mari più a rischio per inquinamento da marine litter al pari degli oceani, raccontando l’esperienza e i dati raccolti in questi 30anni da Goletta Verde e rilanciando un pacchetto di proposte per contrastare questo problema.

Secondo lo studio, nel 2016 le infrazioni a danno del mare sono diminuite del 15%, pari a 43 reati al giorno. L’insufficiente depurazione e gli scarichi inquinanti restano il reato più contestato e in crescita rispetto all’anno precedente, e da sole rappresentano il 31,7% delle infrazioni contestate. Seguiti da pesca illegale, che vale il 30% (era al 36,9%), il cemento e navigazione stabili rispettivamente al 24% e al 14,3%.

Classifica Mare Monstrum 2017 – A guidare la classifica nazionale del mare illegale è la Campania con il più alto numero di infrazioni accertate: 2.594 reati, il 16,5% del totale. Seconda è la Sicilia, che con il 13% dei reati mantiene la stessa posizione del 2016, mentre al terzo posto sale la Puglia, con l’11,7%, che era quinta. Seguono il Lazio, con il 9,2%, la Calabria, con l’8,5%, la Liguria, che con il 7,6% sale dall’ottavo posto, e la Toscana, con il 7%, che si posiziona settima. Fanalino di coda è il Molise con l’1,3%. Campania, Sicilia, Puglia e Calabria da sole totalizzano il 50% delle illegalità compiute in tutta Italia.

 Per quanto riguarda gli ecomostri, nel 2016 la Top 5 di “Mare monstrum”, alberghi o villaggi in riva al mare, di cui Legambiente chiede ai comuni e alle istituzioni nazionali l’abbattimento in via preferenziale, si è ridotta a quattro: perché nel dicembre del 2016 è stato abbattuto anche lo scheletro dell’albergo Aloha Mare, ad Acireale, in provincia di Catania. Il poker del 2017 degli ecomostri da abbattere è dunque composto da: gli scheletri di Pizzo Sella a Palermo, il villaggio di Torre Mileto a Lesina in provincia di Foggia, le 35 ville nell’area archeologica di Capo Colonna, a Crotone, e le case abusive dell’Isola di Ischia.

 

“La salute dei nostri mari – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – è sempre più a rischio a causa dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali, che seguitano a sfregiare coste e territori italiani. Per questo anche quest'anno con la Goletta Verde, oltre a monitorare lo stato di salute del mare e delle coste, affronteremo tutte le criticità che incombono sul nostro ecosistema marino e costiero, dal marine litter all’abusivismo edilizio, dalle trivellazioni di petrolio al problema degli scarichi fognari, che sono una vergogna nazionale e un problema, anche sul piano economico, viste le sanzioni europee scattate da inizio 2017, da risolvere al più presto. Il lieve calo dei reati ai danni del mare registrato nel 2016, in parte dovuto anche alla forza dissuasiva della legge sugli ecoreati, lascia ben sperare ma c’è ancora molto da fare sia contro il cemento e gli abusi edilizi a partire dall’approvazione della legge che faciliti gli abbattimenti degli ecomostri. Mentre sul fronte del marine litter, ben venga l’impegno preso al G7 Ambiente di Bologna, ma ora seguano fatti concreti e politiche sempre più sinergiche tra i vari Paesi del Mediterraneo per affrontare il problema, mettere al bando i sacchetti di plastica e incentivare l’economia circolare”. 



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