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Xylella, vivaisti italiani contro Beppe Grillo: esposto in procura contro chi diffonde fake news

Pubblicato in Ambiente il 16/07/2018 da Redazione

ANVE (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori), nella persona del suo neo-presidente Leonardo Capitanio, con l’assistenza dell’avvocato Mario Colaleo, ha presentato nelle scorse ore un esposto alla Procura di Bari denunciando la diffusione di fake news relative alla Xylella.

Solo qualche giorno fa, Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un articolo dal titolo “La bufalite della xylella”, un vero e proprio attacco a operatori del settore e a tutti quelli che ogni giorno si occupano di informare e applicare le leggi previste dall’Unione Europea in materia.

Come scritto nella nota del Presidente Anve Capitanio (che tra l’altro è pugliese) “tutte le misure di tutela previste trovano già un’enorme difficoltà applicativa in concreto, proprio a causa di campagne di natura mediatica con finalità dubbie e complottistiche.”

Non si tratta solo di diffondere notizie senza fondamento scientifico, dunque. Il rischio è quello di minare seriamente la possibilità di arginare il fenomeno della Xylella fastidiosa, impedendone la diffusione in altre province. Tutto questo significa anche “mettere in pericolo tanti, tantissimi posti di lavoro e con questi l’intera economia locale e di conseguenza nazionale.”

Non si dimentichi il numero di persone impiegate nel settore vivaistico, pari a circa 32.000 lavoratori, e non si dimentichi il volume di affari che questo settore produce, di circa due miliardi di euro, con le conseguenze sociali che il sostanziale smantellamento di questa attività può portare, coinvolgendo un impressionante numero di persone e famiglie trascinate nel baratro di una impuntatura di natura ideologica, in nome di una incosciente noncuranza della legge e delle posizioni scientifiche ufficiali.

Impedire l’applicazione della legge significa mettere in pericolo l’intera Puglia e l’economia italiana: è per questo che stiamo perdendo credibilità in Europa, ed è per questo che sempre più acquirenti stranieri sconsigliano di acquistare piante dall’Italia, temendo l’epidemia. Chi mette in discussione il problema reale della Xylella e non permette alle autorità di intervenire, mette l’Italia nelle condizioni di perdere lavoro.

È per questo che Anve ha deciso di denunciare chi diffonde fake news, chiedendo ufficialmente di valutare la rilevanza penale dei fatti. Perché la diffusione di notizie false e tendenziose è un reato, e come tale va punito.

 



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