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Inceneritore zona industriale, i comuni di Bari e Modugno ribadiscono il parere negativo: 'Impianto contrasta con politiche regionali'

Ieri si è tenuto l'incontro convocato dall'assessore regionale all'Ambiente, Filippo Caracciolo

Pubblicato in Ambiente il 14/12/2017 da Redazione

I comuni di Bari e Modugno hanno ribadito la contrarietà alla realizzazione dell’impianto di combustione previsto nel territorio della zona industriale durante l’incontro convocato dall’assessore regionale all’Ambiente, Filippo Caracciolo.

Il progetto Newo "è antistorico - ha detto Tina Luciano, assessora all’Ambiente del comune di Modugno - nel momento in cui molto comuni si sono appena organizzati e molti altri si stanno organizzando con la raccolta differenziata porta a porta. Il progetto Newo incentiva sistemi di raccolta che vanno in direzione opposta rispetto all'obiettivo generale della riduzione della produzione di rifiuti, favorendo l'inquinamento dell'ambiente". L'assessora ha sottolineato che molti degli effetti pericolosi dell'insediamento non sono presenti nello studio di impatto ambientale e ha aggiunto che mancano i requisiti perché si possa sostenere che le scorie vetrose prodotte dall'incenerimento dei rifiuti provenienti da Amiu perdano la qualifica di rifiuto.


"Ribadisco il parere negativo già espresso per diverse ragioni - ha dichiarato Antonio Decaro-: in primo luogo l'impianto utilizza rifiuti di provenienza da cicli urbani nonostante non sia previsto dalla pianificazione regionale, che non ha localizzato impianti per la valorizzazione nell'area metropolitana di Bari; inoltre questa tipologia di impianto contrasta con le politiche ambientali intraprese da Comune e Regione, che intendono investire sul potenziamento della raccolta differenziata porta a porta. 
Un ulteriore motivo di perplessità riguarda l'assenza di qualsiasi casistica circa il funzionamento dell'impianto, trattandosi ad oggi di un impianto oggetto di sola sperimentazione. Non a caso abbiamo rifiutato la proposta dell'ingresso di AMIU nella società proponente né l'azienda ha sottoscritto alcun accordo circa la gestione e il trattamento dei rifiuti. 
Per tutte queste motivazioni auspico che la Regione non finanzi con fondi pubblici un impianto che contrasta con le politiche regionali indicate dal piano del 2013 che prevedono l'incremento della raccolta differenziata e l'assenza di nuovi impianti di valorizzazione".



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