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Xylella, la 'cura' dell'Università di Foggia funziona: 120 ulivi colpiti dal batterio hanno ripreso a vegetare

Per confermare gli effetti della cura sono necessari altri cinque mesi, quando sarà concluso il ciclo biologico, ma la reazione positiva delle piante lascia ben sperare

Pubblicato in Ambiente il 09/11/2015 da Redazione

120 alberi colpiti da Xylella Fastidiosa, considerati inguaribili, hanno ripreso a vegetare dopo le sperimentazioni condotte dai ricercatori. Sono questi i risultati presentati dall’Università di Foggia nell’ambito della ricerca sul virus che ha messo in ginocchio le coltivazioni salentine e brindisine. Per confermare gli effetti della cura sono necessari altri cinque mesi, quando sarà concluso il ciclo biologico, ma la reazione positiva delle piante lascia ben sperare.

La ricerca è stata avviata a giugno su iniziativa di Copragri Lecce, senza alcun contributo pubblico. Le piante, secondo quanto dichiarato dai ricercatori, erano state trascurate. Per questo motivo è stata prima effettuata l’aratura, poi sono stati utilizzati prodotti a basso o nullo impatto ambientale. Gli ulivi, ubicati nella zona di Gallipoli, hanno così ripreso a vegetare. Tuttavia il batterio è ancora presente all’interno dei tronchi: la scopo della ricerca è quello di dimostrare che la convivenza tra Xylella e ulivi è possibile.

“Certo, resta da capire – hanno avvisato i ricercatori – se il batterio deve ancora dispiegare tutta la sua capacità distruttiva nelle piante osservate, ma è solo una questione di tempo”.